Aversa – Ugo Rufino è in nuovo assessore alla cultura, nella giunta guidata dal sindaco Francesco Matacena. In una nota inviata alla nostra redazione dichiara: “Come emerge dal sintetico CV, che allego alla presente, la mia esperienza lavorativa nell’ambito culturale si è consolidata attraverso varie tappe che, dalla Laurea in Filosofia alla Federico II di Napoli al Dottorato di Ricerca presso l’università Comlutense di Madrid, mi hanno visto impegnato nell’ambito dell’insegnamento nei licei milanesi e successivamente come Professore/Lettore in diverse università straniere,per poi approdare al Ministero degli Affari Esteri nel settore della Diplomazia Culturale con cariche di Direttore degli Istituti Italiani di Cultura in diversi paesi e presso la Commissione Nazionale UNESCO.
Nel presentare le linee programmatiche del mio impegno nell’Assessorato alla cultura del Comune di Aversa, elenco alcuni punti imprescindibili della futura attività per affermare sul piano qualitativo l’immagine di Aversa sul territorio campano e, perché no!?, su quello nazionale.
1)Una città come Aversa, che ha una lunga tradizione storico-culturale con la presenza di importanti realtà scolastiche e universitarie, non può prescindere da un ruolo di polo culturale in un territorio vasto e differenziato qual è la Terra di Lavoro,che contiene al suo interno altrettante eccellenze imprenditoriali che potrebbero contribuire al rilancio dell’ immagine di un modello finora considerato un po’ ai margini dell’attenzione nazionale. A tale proposito, contribuirebbe senz’altro il lancio del progetto di Capitale della Cultura per il 2030, costruendo un percorso che coinvolgerebbe le realtà e istituzioni regionali e nazionali, il cui primo step, sempre attraverso il dialogo con il MiC e il Comitato UNESCO di Caserta, potrebbe essere la proposta di capitale del libro che lo stesso Ministero finanzia con i contributi del Cepell( Centro per la promozione della lettura e del libro)e con cui ho collaborato.
Le più recenti candidature di Matera,Vibo Valentia,Taurisano, Gibellina ( capitali della cultura, del libro , dell’arte)sono la dimostrazione della valorizzazione delle realtà provinciali, cui il Ministero della Cultura dà notevole importanza.Va affermata sul nostro territorio questa nuova immagine per le generazioni più giovani, completamente distratte dal battage mediatico e informatico, rischiando un analfabetismo di ritorno con tutti i rischi che comporta, con il rischio di una “marginalità culturale e linguistica” anche nelle classi più abbienti del nostro territorio.
2) Aversa polo artistico e musicale: la presenza del Jazz Club è una realtà ormai affermata nell’ambito nazionale e anche internazionale,ma andrebbe rilanciato attraverso un festival con un ritorno di immagine importante anche sul piano dell’ attrazione turistica, perché non si può prescindere dai flussi di “pendolarismo culturale”, che potrebbero trovare in Aversa un punto di riferimento importante tra le offerte culturali tra Napoli e Caserta perché, come”Terra di mezzo” porterebbe a scoprire l’enorme patrimonio storico, architettonico ed ecclesiastico della nostra città.
Così come andrebbe lanciata l’idea di polo della contemporaneità artistica con le numerose espressioni,in vari ambiti, di notevoli artisti della nostra zona e che potrebbero rappresentare ancora di più una nuova attrazione turistica, anche in questo caso, indispensabile il collegamento con fondi della Direzione della creatività contemporanea del MiC. Non ultimo in termini di importanza, la presenza del teatro Cimarosa,dichiarato di interesse nazionale per il suo centenario e che potrebbe essere, oltre a un punto di riferimento cinematografico per rassegne e festival, un centro musicale per la tradizione dei compositori aversani in collegamento con il conservatorio di Napoli.
3) Per le numerose realtà scolastiche presenti ad Aversa sarebbe imprescindibile creare un sistema bibliotecario, centrale il ruolo della Biblioteca comunale, scandalosamente trascurata nel suo ruolo di custode di un attimo io bibliografico non valorizzato e volano importante per l’educazione alla lettura con la ristrutturazione funzionale del prestito e studio, in collegamento con le librerie cittadine e del territorio non più chiuse in un ambito ristretto per pochi eletti ( Ci sono fondi del ministero importanti), ma centri propositivi di conferenze e convegni in collaborazione con l’Università vanvitelliana divenendo centri formativi e di socializzazione.
Sono punti programmatici che vanno declinati in altrettante strategie culturali molteplici e in itinere, da valutare insieme alle numerose associazioni territoriali, ma rappresentano una vera sfida per la città non più “volta contro,,,ad versa, ma in versa”, scusate il gioco di parole, vale a dire stare dentro ad un’azione istituzionale sincretica e concreta per il rilancio di Aversa, in cui bisogna credere con coraggio, avendo personalmente accettato questo nuovo ruolo prestigioso in un’azione collettiva con propositiva’ e progettualità concrete,,, Assessoriamo la Cultura!”




