Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto Bollette, un pacchetto di misure con l’obiettivo di alleggerire in parte il peso delle bollette di elettricità e gas per famiglie e imprese, ma senza modificare in modo strutturale l’impianto del sistema energetico italiano.
Secondo quanto comunicato al termine della riunione, il provvedimento prevede un contributo una tantum fino a circa 115 € sulla bolletta elettrica per i nuclei familiari in condizioni economiche più fragili. Il bonus, che sarà riconosciuto automaticamente alle famiglie già beneficiarie del bonus sociale, riguarda chi ha un valore ISEE sotto una certa soglia (circa 9.800 €, o fino a 20.000 € in presenza di almeno quattro figli).
Accanto a questo intervento, il decreto contempla anche sconti volontari da parte degli operatori energetici per clienti domestici con ISEE fino a 25.000 €, calcolati entro limiti specifici di consumo. La partecipazione delle società fornitrice non è obbligatoria, ed è pensata per favorire trasparenza e concorrenza nel mercato.
Per quanto riguarda il mercato del gas e il prezzo dell’energia, il testo approvato contiene misure che puntano a ridurre il divario tra i prezzi nazionali e quelli europei, anche attraverso la valorizzazione di scorte accumulate negli ultimi anni. L’esecutivo ritiene che questo possa contribuire a contenere i costi di produzione e, in prospettiva, ridurre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità.
Ulteriori novità riguardano oneri di sistema e incentivi alle rinnovabili: il decreto prevede opzioni per ridurre temporaneamente determinate forme di sostegno in cambio di un prolungamento nel tempo, nonché nuove modalità di vendita per impianti che hanno concluso il ciclo di incentivi.
Le associazioni di consumatori e categorie economiche, pur riconoscendo il tentativo di alleggerire il peso delle bollette nel breve periodo, hanno invitato alla prudenza. Alcuni punti del provvedimento — in particolare quelli legati alla redistribuzione di costi e alla rateizzazione di componenti tariffarie — potrebbero avere un impatto diverso su famiglie e imprese nel medio-lungo termine.
Il decreto, ora all’esame per la sua applicazione attuativa, rappresenta un intervento che l’esecutivo giudica necessario per sostenere la competitività e il potere d’acquisto, pur nel rispetto delle regole di bilancio vigenti a livello nazionale ed europeo


