Calvi Risorta – Si sono tenuti lunedì 12 gennaio, nella chiesa di San Nicandro di Petrulo, i funerali di Gennarino Zona, per tutti “Ninuccio” o “sfeziuso”, trovato senza vita in casa dal figlio. Viveva da solo nel quartiere Jurea, dopo essersi separato dalla moglie, da cui aveva avuto due figli.
Aveva 59 anni. Nonostante qualche problema di salute, nulla lasciava presagire una fine così improvvisa. Da giovane aveva vissuto per un periodo a Bologna, dove aveva lavorato come operaio. Tornato in paese alla fine degli anni ’90, si era adattato a lavori di manovale, sempre più saltuari, man mano che le condizioni fisiche peggioravano. Un incidente stradale, avvenuto in gioventù, lo aveva lasciato parzialmente invalido, ma non aveva mai spezzato il suo spirito.
Nella lingua napoletana, “sfeziuso” significa “simpatico”, e questo termine racconta molto di lui: un uomo che, pur vivendo da solo, non era mai solo. Si spostava a piedi per il suo quartiere natale, con un sorriso facile e una risata contagiosa, capace di scaldare il cuore di chi, come lui, portava sulle spalle la solitudine del vivere da solo. La sua morte riapre un dibattito silenzioso ma urgente: quello sulle persone single, anziane o non più giovani, che vivono isolate nei piccoli paesi, spesso senza reti di sostegno.


