Carinaro, Masi: “A volte è meglio tacere e dare l’impressione di essere stupidi”

Carinaro, Masi: “A volte è meglio tacere e dare l’impressione di essere stupidi”

Carinaro – Stefano masi in una nota inviata alla nostra redazione dichiara: “Sono piuttosto sorpreso da come l’opposizione consiliare di Carinaro stia speculando in queste ore su un incarico professionale conferitomi dal Ministero dell’Ambiente nel marzo 2019.
Al tempo, infatti, ero un privato cittadino, né io né nessun mio familiare ricopriva cariche pubbliche, e la mia candidatura al Consiglio comunale non era neanche cosa certa.

Invece di scendere in volgari polemiche mi sarei aspettato, al contrario, che il gruppo “Carinaro nel cuore” in questi giorni si facesse sentire per sostenere pubblicamente il nostro Sindaco, sulla preannunciata vertenza che sarà necessario aprire con il Consorzio Asi di Caserta, se non riconoscerà il ruolo centrale che il nostro Comune deve avere nel processo di industrializzazione del nostro territorio.

Su tale iniziativa politica, al contrario, un compiaciuto silenzio: Dell’Aprovitola e soci, evidentemente, pur di contrastarci  sono contenti che Carinaro sia  tenuta distante dalle iniziative del Consorzio Asi. Come a dire: “Muoia Sansone con tutti i filistei”.

È evidente che per loro prima degli interessi della nostra comunità vengono le beghe!

A ben pensarci, d’altronde, non dovrei esser particolarmente sorpreso di simile miserevole atteggiamento, stante la pochezza dell’iniziativa politica di cui, ad oggi, si sono dimostrati capaci i componenti del gruppo consiliare “Carinaro nel cuore”,  parte dei quali ancora non ha aperto bocca in Consiglio comunale.

La pietra dello scandalo, ad ogni modo, sarebbe un incarico che il predetto Ministero mi ha conferito, attribuendomi compiti principalmente di vigilanza sulle attività di smantellamento della Centrale nucleare del  Garigliano e di verifica sulla correttezza delle attività di dismissione dell’impianto, compiti finalizzati all’accertamento che esse  non causino problemi ambientali.

Chiarisco, innanzitutto, che non si tratta di un Cda, in quanto l’Osservatorio di cui sono componente non dispone e non amministra il becco di un quattrino.

È opportuno chiarire, inoltre, che l’Osservatorio in questione è composto al 50% proprio da avvocati che, per la maggior parte di essi, proprio come me, si occupano quotidianamente di diritto pubblico. E ciò è del tutto ragionevole in quanto il Testo Unico sull’Ambiente, atto normativo di riferimento per chi ricopre questo ruolo, afferisce al diritto pubblico, la branca del diritto di cui mi occupo quotidianamente da cinque anni e nella quale ho conseguito anche un Master di II livello presso l’Università di Roma “La Sapienza”.

 

Più in generale dovrebbe esser noto a chi guida l’opposizione, avendo, tra l’altro, in tasca il titolo di dottore in giurisprudenza, che nelle controversie giurisdizionali di diritto pubblico c’è sempre una pubblica amministrazione, pertanto chi fa il mio lavoro ha altissime possibilità di prestare consulenza o assistenza a una pubblica amministrazione!

Insomma, lavoro e lavorerò anche in futuro per Enti pubblici e, soprattutto, non mi sono avvantaggiato della carica di consigliere comunale, che oggi ho, ma che a marzo 2019 non avevo: pertanto non ho rubato niente a nessuno, tantomeno ad alcun carinarese; ben diverso sarebbe stato se tale incarico professionale, a me o a miei parenti,  fosse stato conferito dall’Ente che oggi rappresento o da Enti di cui il Comune di Carinaro detiene quote di partecipazione sociale.

E dico ciò perchè si mormora che durante l’amministrazione Dell’Aprovitola siano stati conferiti, anche (ma non solo!) da Enti di cui Carinaro ha quote di partecipazione sociale o comunque a cui versa fior di quattrini per l’erogazione di servizi consortili, numerosi incarichi professionali a parenti di componenti di quell’amministrazione.

Se ciò corrispondesse al vero è chiaro che questo sarebbe quantomeno disdicevole.

In tal senso, comunico che, a breve, nella qualità di consigliere comunale mi occuperò anche di effettuare tali verifiche, accedendo presso gli Enti di cui Carinaro é socio o a cui versa quote per utilizzo di servizi consortili, acquisendo ogni atto di conferimento d’incarico, di impegno di spesa e relativa liquidazione.
Pur con la speranza che da tale attività non emergano nomi noti e l’esistenza del malcostume da taluni ipotizzato, è chiaro fin d’ora che, anche solo per le cose fin qui dette, l’irrefrenabile desiderio di apparire della consigliera Dell’Aprovitola l’ha esposta all’ennesima pessima figura.

Insomma, come diceva Oscar Wilde? “A volte è meglio tacere e dare l’impressione di essere stupidi, piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio”.

 

 

 

 

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