Non si può chiudere questo 2025, senza ricordare Carlo Rambaldi, a cento anni dalla nascita. Era il 15 settembre del 1925, quando a Vigevano nasceva il padre di ET, un genio assoluto della meccatronica per il cinema.
Scultore, pittore e scenografo, dopo aver terminato gli studi all’ Accademia di Belle Arti di Bologna e dopo un breve esordio come pittore, si dedicò all’ animazione della scultura, sua grande passione, realizzando congegni elettromeccanici per le sue sculture di legno, ferro e cartapesta. Le sue opere, sembravano improvvisamente prendere vita, abbandonando definitivamente quella condizione statica propria della scultura.
Già dagli anni ‘50, realizzò una svariata serie di macchine animate per il cinema ed il teatro, inventando un modo completamente nuovo di intendere il genere di fantascienza, mezzo secolo prima che nascessero gli effetti speciali realizzati dai computer.
Era il 1975 quando realizzò le complesse animazioni per il film King Kong, uscito l’ anno dopo nelle sale cinematografiche in Italia e in America. La pellicola diretta da John Guillermin e prodotta da Dino De Laurentiis, costò la cifra record di 1,7 milioni di dollari e fu interpretata dalla giovanissima Jessica Lange nel ruolo della giovane Dwan protetta dal gorilla gigante.
L’anno successivo, visto il grande successo ottenuto per le spettacolari animazioni create per King Kong, fu contattato da Ridley Scott per il film Alien, che uscì nel ‘79 aprendo la grande saga dedicata all’ essere alieno xenomorfo.
Il successo planetario, però, arrivò lo stesso anno per il suo capolavoro ET, l’extraterrestre buffo e dalle sembianze di un cucciolo che incantò letteralmente milioni di bambini. Il film già dalle prime settimane dall’ uscita fece registrare un record d’ incassi assoluto per quei tempi, facendo conoscere la geniale creatura di Rambaldi in tutto il Mondo.
In controtendenza con l’ immaginario collettivo che si sarebbe aspettato l’ alieno venuto sulla terra da un altro pianeta come un essere spaventoso ed orripilante, egli optò per la scelta (indovinata) di realizzare un pupazzo dal collo lungo e dall’ espressione dolce del volto.
Questa scelta, condivisa con il grande regista Steven Spielberg, fu sicuramente quella vincente, confermata dallo straordinario successo che ebbe il film. Lo stesso creatore di ET dichiarò in un’ intervista di essersi ispirato per il prototipo del pupazzo, all’ ovale della faccia della sua gatta.
Per il suo genio creativo Carlo Rambaldi ricevette ben tre Premi Oscar, il primo arrivò nel ‘77 per le migliori animazioni del film King Kong, seguito dal secondo e dal terzo per i migliori effetti speciali, rispettivamente per i film “Alien” nel ‘79 e “ET l’extraterrestre” nell’83.
Dopo una carriera straordinaria, fatta di successi ed altissimi riconoscimenti a carattere internazionale, ritornato in Italia dagli Stati Uniti, dove aveva trascorso circa vent’anni con la famiglia, morì il 10 agosto 2012 a Lamezia Terme.
È stato tra i maggiori inventori di effetti speciali della storia del cinema, creando personaggi artificiali animati da congegni di meccanica ed elettronica. A lui va il merito di aver anticipato di oltre cinquant’anni la moderna animazione digitale usata nel cinema per creare creature fantastiche, mondi immaginari ed esperienze visive spettacolari.


