Non poteva esserci una grande rassegna mercato sull’ antiquariato campano, se non a Napoli. Dopo il successo ottenuto dalle precedenti edizioni, svoltesi nei padiglioni della Mostra d’ Oltremare, si è scelto come location l’ Ippodromo di Agnano.
La mostra, riservata agli addetti ai lavori ed ai tanti appassionati di oggetti antichi, è aperta ogni domenica mattina. Nei suoi stand, sono esposti pregiati pezzi di arredamento del ‘700 e dell ‘800, sia napoletani che francesi; gioielli, vassoi ed argenterie d’epoca, gouaches, quadri, stampe e curiosità di ogni tipo.
Interessanti le credenze liberty piemontesi della Val Breda datate 1904 e i bronzi di varie dimensioni, alcuni dei quali realizzati da Valerio Gatto. Oltre ai trenta espositori campani, hanno aderito all’interessante iniziativa anche diverse aziende venete, trentine e pugliesi.
A sostegno della manifestazione articolata con cadenza settimanale, è intervenuto anche l’Ente Regionale per la Valorizzazione dell’Artigianato. Alla kermesse, organizzata in collaborazione con l’Associazione “Amici delle Ville Vesuviane e dei Palazzi Napoletani”, esperti del settore hanno parlato delle “Carrozze e delle Portantine” del Barocco napoletano, a cui è stata dedicata una proiezione di materiali fotografici d’epoca.
L’appuntamento di quest’anno rappresenta un passo importante verso traguardi internazionali, soprattutto per l’antiquariato campano. Non è escluso che dai prossimi anni, la mostra possa diventare una biennale internazionale degli oggetti e dei mobili antichi.
Napoli, per la sua ricchissima storia di tradizioni artigianali, non poteva non essere la città madrina di questa iniziativa. L’esposizione, si aggiunge alla più nota di San Gregorio Armeno, che con la sua arte presepiale è conosciuta in tutto il Mondo. L’Ippodromo di Agnano, con i suoi grandi spazi, rappresenta la cornice ideale per questo tipo di manifestazione, per la quale si prevede un afflusso di migliaia di visitatori, provenienti anche da diverse città italiane.
Questa iniziativa, rappresenta anche uno strumento utile per capire l’importanza dei prodotti manufatturieri, che nel corso dei secoli hanno reso famoso l’artigianato napoletano, come le preziose porcellane di Capodimonte e le ricercatissime sete di San Leucio, prodotti ammirati ed esportati in tutto il Mondo. In una terra così, non poteva mancare l’arte dell’ebanisteria che ebbe le sue origini già dai primi anni del ‘700 nelle piccole botteghe dei decumani, in cui, esperti artigiani intarsiavano ed intagliavano mobili per la casa reale, ma anche per le famiglie nobiliari che intendevano arricchire le stanze dei loro palazzi.
Infatti, sono documentate diverse commissioni di mobili comprendenti comò, cassapanche, vetrine e letti a baldacchino, risalenti a tutto il XVIII secolo, a testimonianza di quanto fosse fervente l’arte del mobile, a Napoli e nelle zone limitrofe. Per quanti vogliano approfondire la Storia del Mobile Napoletano, si consiglia la lettura dei volumi: “Il Mobile Napoletano nella Storia e nell’Arredamento” Giusy Baffi, Edizioni Fioranna, Napoli, 2011 e “Storia del Mobile Italiano dal XIV al XIX secolo”, Giuseppe Beretti, Silvana Editoriale, 2025



