Dermatologi Campani (ADECA): “La mappatura dei nei non può essere affidata ai medici di base”

Dermatologi Campani (ADECA): “La mappatura dei nei non può essere affidata ai medici di base”

Dermatologi Campani ADECA La mappatura dei nei non puo essere affidata ai medici di base

Campania – ADECA – Associazione Dermatologi Campani – Ente Terzo Settore in una nota inviata alla nostra redazione dichaira: “In merito alla questione apparsa in questi giorni su alcune testate giornalistiche riguardo l’opportunità o meno di dotare i Medici di Medicina Generale (MMG) di strumentazione per la valutazione dermoscopica dei nei (impropriamente detta “mappatura”) al fine di una diagnosi precoce del melanoma e ipotizzando che ciò possa contribuire ad abbattere le liste d’attesa, ci corre l’obbligo come Associazione di categoria esprimere alcune riflessioni e perplessità:

1.prima di effettuare una valutazione dermoscopica è necessario effettuare una visita dermatologica e cioè una accurata anamnesi e una un’inspezione clinica (=visiva) di tutta la superficie cutanea acquisendo dati fondamentali (fototipo, presenza e natura delle neoformazioni, numero e aspetto clinico dei nei secondo la regola dell’ ABCD, etc.);

2.l’esame dermoscopico viene riservato alle neoformazioni cutanee che dall’esame clinico risultano necessitare di tale metodica; tale esame richiede un apposito strumento diagnostico, detto appunto dermatoscopio, ed è operatore-dipendente cioè la sua corretta interpretazione è inevitabilmente legata alla preparazione ed esperienza del medico in tale ambito, competenze che si acquisiscono e si affinano negli anni, durante la specializzazione in dermatologia e successivamente in occasione di masters, corsi di perfezionamento, eventi congressuali di aggiornamento professionale e pratica clinica quotidiana;

3.solo casi selezionati e/o fortemente sospetti che possa trattarsi di un tumore cutaneo (melanoma o NMSC) vengono sottoposti ad esami strumentali ancora più sofisticati (videodermatoscopia, O.S.H.M.D. microscopia confocale, OCT, FTB) che sono comunque anch’essi operatore-dipendente.

Ne deriva che ridurre la questione a chi possa fare la “mappatura dei nei” è alquanto semplicistico dato che ‘non si tratta di accendere una macchina ma di saperla utilizzare’ e per farlo ci vogliono anni e anni di formazione sul campo.

Per migliorare l’assistenza sanitaria ed abbattere le liste d’attesa in ambito dermatologico sarebbe invece più plausibile pensare di potenziare la dermatologia territoriale assumendo più dermatologi nei distretti sanitari e dotando i relativi ambulatori della strumentazione necessaria, formare più specialisti in dermatologia, rendere più attrattivo per i giovani dermatologi il lavoro nel SSN migliorando la qualità organizzativa, dei servizi, degli ambienti ed i riconoscimenti economici degli specialisti, anziché pensare di demandare ad altri i compiti propri del dermatologo, in particolare ai MMG che hanno tanto altro da fare nei loro ambulatori, alle prese con patologie di ogni tipo non da ultime quelle croniche che da sole assorbono gran parte del loro tempo di lavoro.”

 

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