Primo Piano – Il mondo della musica italiana perde una delle sue voci più iconiche: Gino Paoli si è spento all’età di 91 anni, lasciando un’eredità artistica che ha segnato profondamente la canzone d’autore del nostro Paese.
Paoli cresce a Genova, città che diventerà il cuore della sua formazione artistica. Dopo aver interrotto gli studi al liceo scientifico, svolge diversi lavori, tra cui disegnatore meccanico e grafico pubblicitario, prima di dedicarsi completamente alla musica.
Gli esordi musicali risalgono agli anni ’50, con alcuni singoli che inizialmente passano inosservati. Il grande salto arriva nel 1960 con “La gatta”, ma è soprattutto “Il cielo in una stanza” — resa celebre dall’interpretazione di Mina — a consacrarlo definitivamente. Negli anni successivi, Paoli diventa uno dei protagonisti assoluti della scena musicale italiana, firmando brani entrati nella storia come “Sapore di sale”.
La carriera di Paoli è stata accompagnata da una vita personale intensa e spesso complessa. La relazione con Ornella Vanoni ha ispirato alcune delle sue canzoni più celebri. Negli anni ’70 pubblica lavori più maturi e riflessivi, mentre negli anni ’80 torna al grande pubblico con successi come “Una lunga storia d’amore” e collaborazioni importanti, tra cui quella con la stessa Vanoni.


