Teverola – Nel Consiglio comunale del 28 maggio, il sindaco Gennaro Caserta e la sua maggioranza hanno formalizzato la “presa d’atto” per la realizzazione della nuova isola ecologica comunale, intervento demandato all’Ente d’Ambito di Caserta. Si tratta di decisione che, però, sta già alimentando fortissime tensioni politiche e sociali.
Il nodo centrale della vicenda riguarda, in particolare, la scelta dell’area individuata dall’amministrazione, indicata formalmente al Foglio 5, particelle 5227, 5413 e 5414. Dietro la lettura catastale si nasconde però una realtà ben più concreta: si tratta dell’imbuto residenziale tra via Salerno, via Catanzaro e via Campanello, un’area densamente abitata, a ridosso delle scuole elementari e medie, elemento che la giunta comunale sembra aver dimenticato o non preso in considerazione.
Durissima è stata la reazione da parte dell’opposizione consiliare che si è detta indignata per la decisione assunta dalla maggioranza, sia per la sua collocazione, sia per l’impatto ambientale. Il capogruppo di Teverola in Testa, Dario Di Matteo, ha richiesto infatti revoca immediata della delibera e delocalizzazione dell’isola ecologica in un’area industriale o periferica, lontana dal centro abitato.
Inoltre, il malcontento si concentra anche sulla natura dell’impianto previsto. Non si tratterebbe infatti di un semplice centro di raccolta per carta e vetro, ma di una struttura destinata allo stoccaggio di rifiuti ingombranti, come mobili, materassi, scarti edili, RAEE, tra cui apparecchiature elettroniche fuori uso, e materiali potenzialmente pericolosi come oli esausti, batterie, vernici e farmaci.
Tale situazione è motivo di ulteriore preoccupazione poiché l’isola ecologica in questione andrebbe ad intaccare la viabilità, e, le strade del Rione Casaluce, già oggi strette e congestionate, non sarebbero adatte a sostenere il passaggio quotidiano di autocompattatori e mezzi pesanti. Secondo i residenti, il continuo transito dei camion della nettezza urbana aggraverebbe i problemi di sicurezza stradale, soprattutto in un’area così frequentata quotidianamente da bambini e famiglie. I cittadini chiedono quindi ascolto e trasparenza, mentre dal rione cresce la mobilitazione contro un progetto ritenuto pericoloso e insostenibile.



