Carinaro – Arturo Formola in una nota inviata alla nostra redazione dichiara: “Il recente intervento delle istituzioni per allontanare alcune famiglie rom dal parcheggio dell’ex area mercato ha assunto toni sproporzionati.
Nonostante la loro permanenza sia stata breve e senza particolari segnalazioni di disagio, la narrazione pubblica si è concentrata sulla paura del diverso e sul tema del decoro urbano. Questo rivela un problema culturale: si tende a percepire la presenza di comunità marginalizzate come emergenza, mentre si ignorano le vere criticità strutturali del territorio.
Il concetto di decoro è stato evocato come giustificazione dell’intervento. Tuttavia, il decoro non può essere ridotto alla rimozione di persone considerate scomode. Esso dovrebbe riguardare la cura degli spazi, la manutenzione, la valorizzazione del patrimonio pubblico e la creazione di luoghi di socialità. In questo senso, l’area demaniale tra Aversa e Carinaro rappresenta un simbolo di abbandono: un terreno che potrebbe diventare parco, pista di atletica o spazio verde, ma che resta inutilizzato.
Dal 2010, con il federalismo demaniale, queste aree sono entrate nel patrimonio comunale di Aversa. Eppure, l’amministrazione aversana non ha ancora dato seguito a progetti concreti, come la pista di atletica annunciata. Qui emerge un punto critico: Carinaro, confinante e direttamente interessato, potrebbe avviare un dialogo istituzionale per ottenere la gestione dell’area e restituirla alla cittadinanza. Sarebbe un esempio di cooperazione intercomunale, oggi quasi assente.
La vicenda invita a riflettere su come le istituzioni affrontano le fragilità. La paura del diverso non può diventare criterio di governo. Al contrario, occorre un approccio inclusivo che sappia distinguere tra problemi reali e percezioni alimentate da pregiudizi. Restituire un’area verde alla collettività significherebbe non solo migliorare il decoro, ma anche offrire spazi di incontro che riducano tensioni sociali.
Il caso delle famiglie rom è stato gestito come un’emergenza, ma in realtà ha messo in luce l’inerzia delle amministrazioni locali. La vera sfida non è allontanare chi è percepito come “altro”, bensì trasformare spazi abbandonati in luoghi di dignità e comunità. Solo così Carinaro e Aversa potranno dimostrare di avere una politica urbana all’altezza delle esigenze dei cittadini.”



