C’è qualcosa di poeticamente ironico – o ironicamente poetico – nella comunicazione della politica italiana. L’ultimo episodio arriva dal partito Fratelli d’Italia, guidato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che dopo il risultato del referendum sui social commenta: “A TESTA ALTA”.
Fin qui, nulla di strano. Se non fosse che quello slogan ha già una certa storia. E non proprio dalle parti della destra. “A testa alta” non è esattamente una novità. È infatti il nome della lista legata a Vincenzo De Luca, storico governatore della Campania. Un uomo politico che, per stile e posizioni, rappresenta quasi l’antitesi comunicativa del mondo meloniano.
Una sorta di “omaggio involontario” tra avversari politici. Un ponte lessicale tra mondi che, almeno a parole, dovrebbero essere distantissimi.
Politica pop o copia-incolla?
La verità è che la politica contemporanea vive sempre più di slogan rapidi, immediati, facilmente condivisibili. Mentre il governo rivendica di andare avanti “a testa alta”, da qualche parte in Campania potrebbe scappare un sorriso. O magari una battuta tagliente, nello stile inconfondibile di De Luca.



