Frida Kahlo: donna, artista e rivoluzionaria

Frida Kahlo: donna, artista e rivoluzionaria

FRIDA FOTO

 Nata a Coyoacàn, un popoloso quartiere di Città del Messico, il 6 luglio 1907 è stata una delle prime donne ad essere riconosciuta dal mondo dell’arte ufficiale.  Le sua ideologia, ispirata alle lotte della Rivoluzione Messicana, scoppiata nel 1910 con sanguinosi conflitti armati e terminata verso la fine del 1920, contribuì a tracciarne il profilo di eroina che si batté sempre per i valori della libertà. La stessa libertà anche di costumi, che lei dichiarò sempre apertamente, nonostante le convenzioni della società patriarcale e conservatrice del tempo.

 In quegli anni, in Messico, come del resto in tutta l’ America Latina e nel profondo Sud di quella Centrale, era impensabile che una donna potesse frequentare liberamente una scuola d’arte, oppure avere accesso a studi universitari, specialmente se proveniente da classi sociali meno abbienti. Anche il suo orientamento sessuale, che non disdegnava l’amore libero, al di là del genere, contribuì a costruire nella società quei valori che diventarono le fondamenta del grande movimento femminista degli anni ‘60.

Frida Kahlo, fu un personaggio unico ed inimitabile per le mille sfaccettature della sua forte personalità. Quel carattere e quella determinazione che la fecero aggrappare con tutte le sue forze alla vita, in seguito al pauroso incidente che dopo averla paralizzata e costretta per molti mesi in un letto d’ospedale, la rese claudicante per tutta la vita.

 All’ età di 14 anni, in seguito al deragliamento del tram che prendeva per andare a scuola, riportò una serie di fratture multiple alla colonna vertebrale, tanto gravi da farla credere prossima alla morte. Lei invece visse, contrariamente a quello che avevano pensato i medici ed i suoi familiari, immergendosi totalmente nell’arte e realizzando capolavori con un ritmo incessante, specialmente nel lungo periodo di convalescenza.

 Molti critici hanno associato il suo stile al Surrealismo, al Cubismo ed al Simbolismo, alcune  delle principali Avanguardie del ‘900, ma più verosimilmente e come lei stessa dichiarò sempre, il suo era un realismo intriso dei valori di libertà e del senso di appartenenza alla sua terra nativa. Quel mondo fatto di tradizioni millenarie che furono l’essenza di tutta la sua arte.

Le sue opere ebbero molti estimatori, dal filosofo André Breton, a Pablo Picasso e Vasilij Kandinskij. Il suo innato talento, la fece conoscere molto presto negli ambienti dell’arte sociale messicana, specialmente tra i pittori che si occupavano delle tematiche politiche e della lotta di classe. Le sue frequentazioni con questi ambienti, la portarono a conoscere Diego Rivera, il maggior esponente del Muralismo messicano, una corrente artistica di ispirazione comunista nata dopo la Rivoluzione degli anni ’20, che aveva l’intento di trasmettere messaggi legati alle lotte per gli ideali di giustizia, uguaglianza ed identità nazionale, attraverso la realizzazione di grandi dipinti sui muri di edifici pubblici e privati.

La conoscenza tra i due, nonostante la differenza di età, li portò molto presto a stringere un lungo sodalizio sentimentale ed artistico, iniziato nel 1928. Frida si sposò con Diego nel 1929, contro il parere dei suoi genitori che non accettarono mai quell’unione, che ben presto si rivelò controversa, travagliata, costernata di sofferenze e tradimenti reciproci. Negli anni successivi, tra allontanamenti e riconciliazioni, Frida realizzò una serie di opere che mostravano le ferite interiori di un amore intenso, passionale e turbolento. Nonostante i contrasti e le divergenze caratteriali, dovuti anche ai 20 anni di differenza, i due vissero l’una per l’altro e restarono uniti fino alla morte di lei, avvenuta il 13 luglio 1954. 

Appartengono al periodo più drammatico della sua vita sentimentale, opere come: “L’autobus” del 1929, “Frida e Diego Rivera” del 1931, “Ospedale Henry Ford” del 1932, “Il mio vestito è appeso” del 1933, “Le due Frida” del 1939, “Autoritratto con collana di spine e colibrì” del 1940. In queste, sono presenti svariati elementi stilistici che rimandano l’osservatore alle tradizioni indigene dell’arte Precolombiana, come la minuziosa riproduzione di gioielli, accessori ed abiti dai colori accesi.

La sua pittura è un caleidoscopio che mostra un mondo interiore fatto di emozioni e di continui cambiamenti: lo specchio della sua anima ribelle che celebrò sempre la bellezza e le diversità, trasformandole in virtù. In tutta la sua produzione artistica, sono sempre presenti la sua straordinaria capacità di osservare il mondo da angolazioni diverse ed il modo diretto ed inequivocabile di “raccontarlo” attraverso le immagini. Questi caratteri emergono in tutta la loro potenza comunicativa, nell’opera: “La colonna spezzata” del 1944, il cui titolo è l’elemento centrale del dipinto. Il ritratto di sé stessa, immobilizzata in un letto d’ospedale, con un corsetto di metallo che le blocca la colonna vertebrale fratturata in più parti. 

Quest’opera è considerata il manifesto di tutte le sue sofferenze, ma è anche un inno alla vita a cui lei si attaccò tenacemente con tutte le sue forze.  Dopo gli anni ’40, la sua produzione artistica s’intensificò fino ai suoi ultimi giorni, nonostante il progressivo peggioramento delle sue condizioni fisiche. L’Artista mori a 47 anni, il 13 luglio del 1954 a Città del Messico.

Frida Kahlo è stata una donna anticonformista e dallo spirito ribelle. Ha sostenuto con forza i diritti delle donne e i valori di libertà, lottando per preservare la cultura indigena del suo popolo e le tradizioni millenarie della sua amata terra. Con la sua arte ha “scritto” una pagina importante nella storia delle arti figurative del secolo scorso. E’ stata l’esempio di lotta e resilienza per intere generazioni di donne, che hanno visto in lei l’archètipo della propria emancipazione. Il suo è stato un modo di vivere libero, come il volo delle farfalle che lei amava tanto dipingere. 

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