È il 2 maggio 2026 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lancia un’allerta: un focolaio di una grave malattia respiratoria è scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius.
Da quel momento, la parola “Hantavirus” è esplosa nelle tendenze di TikTok, nei post di Instagram e nei programmi televisivi, registrando una grandissima ondata di attenzione in una sola settimana. Per molti, il termine richiama immediatamente il trauma ancora vivo della pandemia da Covid-19. Eppure, per la comunità scientifica, l’Hantavirus non è affatto sconosciuto: infatti, era stato isolato per la prima volta alla fine degli anni ’70 in Corea del Sud.
Si tratta di una zoonosi, ovvero un’infezione virale che si trasmette dall’animale, in particolare i roditori, agli esseri umani, tramite inalazione o contatto con urina, escrementi o saliva contaminata. Dopo 1-8 settimane dal contagio, possono comparire i primi sintomi, quali: febbre, mal di testa, dolori muscolari, dolori addominali, nausea e vomito. Tuttavia, nei casi più gravi, l’infezione può evolvere rapidamente in un quadro clinico più complesso.
In particolare, l’OMS ha confermato che i casi registrati sulla nave sono legati al ceppo Andes, identificato per la prima volta in Patagonia, Argentina, e associato alla Sindrome Polmonare da Hantavirus (HCPS), caratterizzata da difficoltà respiratorie e accumulo di liquidi nei polmoni. Ciò che lo rende diverso dagli altri ceppi è il suo raro contagio interumano ed è proprio questo dettaglio ad aver riacceso il timore di una nuova pandemia.
A rassicurarci ci sono gli esperti, come Maria Van Kerkhove, direttrice dell’OMS per la prevenzione delle epidemie, che ha affermato: “Non si tratta del prossimo Covid, ma è una grave malattia infettiva. La maggior parte delle persone non verrà mai esposta a questo virus”.
Attualmente non esiste un trattamento antivirale specifico e le cure disponibili sono principalmente di supporto. In questo scenario è emerso l’interesse di Moderna — l’azienda biotecnologica nota per il vaccino anti-Covid Spikevax — nello sviluppo di un possibile vaccino a mRNA contro l’Hantavirus: ovvero una piattaforma capace di “insegnare” all’organismo a riconoscere il virus e produrre una risposta immunitaria mirata. Tuttavia, parlare oggi di un vaccino pronto è ancora estremamente prematuro: infatti, gli studi sono solamente nelle fasi iniziali e servirà tempo per valutarne sicurezza ed efficacia.


