Caserta – La Biblioteca Salesiana nacque con il sorgere dell’Istituto, nel 1898 ad opera di Tommaso Chiappello, prima direttore e poi rettore della Casa.
Il grande edificio fu realizzato grazie a Marie Lasserre, una benestante signora francese che aveva donato tutti i suoi beni per la costruzione della chiesa e dell’ edificio annesso.
La sua opera filantropica le fece scegliere Caserta, per la profonda amicizia che la legava alla principessa Maria Immacolata di Borbone che vi era nata il 14 Aprile 1844. I lavori di completamento dell’Istituto avvennero sotto la direzione di don Rua, successore di don Bosco, nella primavera del 1897.
Dal punto di vista architettonico, la chiesa fu ispirata al santuario del Sacro Cuore di Roma e nel presbiterio conserva un’importante opera realizzata dal pittore piemontese Bonetti, commissionata da don Bosco nel 1869.
Fin dall’inizio, furono organizzati degli spazi riservati allo studio ed alle attività sportive giovanili, con campi di calcio e ludoteche, contemporaneamente all’avvio del primo ciclo della scuola primaria.
Qualche anno dopo, furono istituiti il convitto ginnasiale e l’oratorio, come punto di riferimento culturale, educativo e sociale della città.
Un’ala fu destinata alla biblioteca, che nel corso degli anni fu interessata da diversi ampliamenti al fine di accogliere il sempre più consistente numero di volumi.
Il patrimonio librario in essa contenuto ha un valore inestimabile ed è frutto di acquisti, donazioni e lasciti ricevuti nel corso degli anni.
Sono di particolare importanza alcuni pregevoli volumi del ‘500 ed altri che risalgono agli inizi dell’800. Questi autentici tesori, fanno parte degli oltre ventinovemila, in essa contenuti.
Tra le varie collezioni di notevole interesse, vi sono anche 580 numeri del periodico “Civiltà Cattolica”, conservati nel corso di 145 anni ed il primo numero del “Bollettino Salesiano”, pubblicato nel 1878 da don Bosco. Completano il ricco patrimonio, pregiate edizioni del ‘700 e di fine ‘800 e circa 15000 stampe musicali.
Tra i libri più antichi vi sono: “Il Thesaurus Latinae” ed “Il Thesaurus Greciae Linguae” di Eduard Wolfflin.
La Biblioteca, nata principalmente per le esigenze degli alunni e degli insegnanti del liceo classico, oggi è aperta a studiosi di qualsiasi disciplina, agli studenti provenienti anche da altri istituti del territorio ed ai laureandi che si accingono a preparare tesi di laurea.
Il liceo, nato agli inizi degli anni ’40 fu voluto da un altro salesiano d’eccezione, don Nicola Nannola, già insegnante e preside dell’Istituto.
Nei difficili anni della seconda Guerra Mondiale, furono messi in salvo numerosi classici di letteratura greca e latina, oltre a numerosi altri libri, donati da enti ed associazioni che altrimenti sarebbero stati distrutti dai bombardamenti che colpirono pesantemente Caserta e specialmente la sua stazione ferroviaria. La Casa Salesiana, infatti, si trova a poca distanza dalla ferrovia e subì anch’essa pesanti danni durante i raid aerei anglo-americani.
Il 28 settembre del 1943, morirono durante una rappresaglia dell’esercito nazista, don Francesco Coratella, don Domenico Borgiattino e don Tommaso Chiappello, primo direttore dell’Istituto.
Con la fine del conflitto bellico, terminati gli anni della ricostruzione, l’Istituto diventò il punto di riferimento di molti giovani provenienti anche da altri paesi, che vedevano nel suo liceo una scuola d’eccellenza.
Un altro importante contributo all’ampliamento della biblioteca fu dato da don Giuseppe Borra, direttore dal ’68 al ’74 che curò con grande competenza l’acquisto e la catalogazione di un altro consistente numero di volumi, tra i quali alcuni di Storia del Cristianesimo, Pedagogia, Scienze e Letteratura Straniera, considerati tra i più antichi del nostro Paese.
Un posto di assoluto rilievo è ovviamente riservato per qualità e quantità, ai Classici di Letteratura Italiana, Filosofia e Teologia.
Da oltre un secolo, la Biblioteca Salesiana di Caserta è stata il punto di riferimento di studiosi ed amanti della ricerca storiografica. Il suo contributo è stato determinante per diffondere la cultura e formare intere generazioni di giovani, secondo i principi che sono alla base di tutta la filosofia salesiana professata da don Bosco.
Oggi, all’interno dello storico edificio, è stata aperta anche una comunità di accoglienza per i minori insieme ad un’associazione dedicata alla figura e all’opera di don Rua, per la cura e l’istruzione degli orfani e dei ragazzi provenienti dalle famiglie disagiate del territorio.



