Aversa – La città ha vissuto un autentico viaggio oltre i confini del visibile. Al Barrio Urbano, l’arte ha smesso di essere una semplice rappresentazione della realtà per farsi varco verso l’infinito. La mostra di Alessio Soriano ha lasciato un segno profondo nel panorama culturale locale, consacrando definitivamente il manifesto dell’Aereocentrismo: una visione in cui la tela non trattiene il colore, ma si fa atmosfera, respiro e sfida geometrica alla gravità.
Chi ha varcato la soglia dell’esposizione si è trovato immerso in una dimensione dove l’alto e il basso perdono di significato. Soriano, attraverso una sapiente e vigorosa manipolazione cromatica, ha guidato i visitatori in un percorso teso a esplorare il legame ancestrale tra l’uomo e la volta celeste. Le opere, che si muovono con disinvoltura tra suggestioni astronomiche e squarci di pura emotività, hanno trasformato lo spazio del Barrio Urbano in un osservatorio dell’anima.
L’evento, ormai concluso, non è stato una semplice rassegna di quadri, ma un vero e proprio manifesto intellettuale. Se la tradizione ci ha spesso voluti ancorati alla terra, la pittura di Soriano spinge lo sguardo verso l’alto, imponendo una rivoluzione prospettica che mette il cielo – e lo spazio aereo – al centro dell’esperienza umana e artistica. Le sfumature, i contrasti accesi e le linee che sembrano rincorrersi verso l’infinito hanno dialogato intensamente con il pubblico, stimolando riflessioni sulla nostra posizione nell’universo.
Con questa esposizione ad Aversa, l’Aereocentrismo ha dimostrato di non essere soltanto una corrente estetica, ma una necessità dello spirito: la volontà di squarciare la quotidianità per toccare, anche solo con una pennellata, l’immensità del cosmo. Un successo che conferma Alessio Soriano come uno dei profeti visivi più interessanti della nostra generazione, capace di trasformare il pigmento in pura energia astrale.


