“I campi magnetici e il plasma vicino al buco nero sono dinamici, vivi, in costante trasformazione.” Con queste parole Mariafelicia De Laurentis, coordinatrice del gruppo scientifico dell’Event Horizon Telescope (EHT), commenta il nuovo risultato che getta luce su M87, il colosso cosmico distante 55 milioni di anni luce da noi.
Dopo la storica prima immagine del 2019, e la scoperta della sua luce polarizzata, l’EHT ha osservato di nuovo il buco nero supermassiccio per comprenderne l’evoluzione nel tempo. I dati raccolti nel 2017, 2018 e 2021 raccontano una verità sorprendente: ciò che accade attorno all’orizzonte degli eventi non è immobile, ma mutevole. I campi magnetici e i gas incandescenti che circondano M87 si rimodellano di continuo, come un organismo cosmico in perenne trasformazione.
Per la prima volta, inoltre, le immagini mostrano nello stesso quadro sia l’anello luminoso che circonda il buco nero, sia le tracce della base del getto relativistico che si estende per migliaia di anni luce. È la prova diretta del legame tra la gravità estrema e i fenomeni che plasmano l’universo su scala galattica.
“Questo non è solo un passo avanti scientifico – sottolinea De Laurentis – ma la dimostrazione che l’EHT è oggi un vero osservatorio, capace di costruire conoscenza campagna dopo campagna.” Un risultato reso possibile da una collaborazione internazionale senza precedenti, che unisce decine di istituti e centinaia di ricercatori in tutto il mondo.
Ogni nuova immagine di M87 non è soltanto uno sguardo nel cuore di un buco nero, ma anche un frammento di futuro: ci avvicina a comprendere come la materia e l’energia si comportino ai confini estremi della fisica, là dove spazio e tempo si piegano fino a sfidare la nostra immaginazione.



