Napoli — Tra le austere mura del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il diritto ha incontrato la prassi politica, trasformando le aule accademiche nel cuore pulsante delle istituzioni comunitarie. Nella giornata del 24 aprile 2026, si è conclusa con successo la prima sessione universitaria del Model European Parliament (MEP), una simulazione d’eccellenza che ha visto gli studenti federiciani vestire i panni di delegati del Parlamento Europeo.
Il progetto, frutto della sinergia tra l’associazione US, il dipartimento di giurisprudenza dell’Ateneo e l’associazione MEP Italia, ha offerto una piattaforma di confronto di altissimo profilo tecnico-giuridico. Dal 20 aprile, i lavori di commissione hanno impegnato i delegati nella redazione di proposte di risoluzione su dossier di stringente attualità: dalla complessa regolamentazione dei sistemi di Intelligenza Artificiale in rapporto alla tutela del diritto d’autore, fino alla ricerca di soluzioni diplomatiche per una pace duratura in Palestina.
L’apice del rigore procedurale è stato raggiunto durante l’Assemblea Plenaria, dove il dibattito, l’emendamento e la votazione delle risoluzioni hanno ricalcato fedelmente le dinamiche legislative di Strasburgo. La qualità della dialettica e la profondità dell’analisi giuridica hanno confermato l’eccellenza della platea studentesca, capace di coniugare la teoria dei codici con la pragmatica della politica internazionale.
Il percorso, tuttavia, non si esaurisce all’ombra del Vesuvio. In virtù dei risultati conseguiti, l’organizzazione ha ufficializzato i nomi dei cinque delegati che si sono distinti per carisma e competenza: Osvaldo Fava, Angelica Nava, Angela Maria Panico, Lucrezia Passarelli e Clotilde Maria Ronza. Saranno loro a rappresentare l’ateneo napoletano nella prestigiosa III Sessione internazionale MEP Alumni & Graduates, che si terrà proprio presso la sede ufficiale del Parlamento Europeo a Strasburgo, dal 13 al 17 ottobre 2026.
Questa iniziativa, accolta con estremo favore dal corpo docente e dai professionisti del settore, ribadisce l’importanza della formazione esperienziale. In un’epoca di transizioni cruciali, la Federico II si conferma fucina di una nuova classe dirigente europea, consapevole che la difesa dei valori democratici richiede non solo studio, ma un costante e coraggioso esercizio di partecipazione.



