Ezio Flammia è un artista che ha fatto della cartapesta una vera e propria arte. Oggi è considerato il maggior esperto e storico di questa tecnica antica che risale alla Grecia del IV secolo a.C..
In Italia le prime opere di cartapesta furono realizzate alla fine del Trecento dallo scultore senese Jacopo della Quercia, a testimonianza di come quest’arte si è diffusa in tutto il nostro Paese attraverso i secoli e raggiungendo il suo momento più alto a Napoli, con i famosi presepi di San Gregorio Armeno.
Nato nel 1938 a Frasso Telesino, un piccolo paese della provincia di Benevento, ma romano d’adozione, oggi è considerato l’ultimo grande artigiano capace di creare con colla, carta e colori, autentici capolavori.
Dopo gli studi accademici nella Capitale, è stato oltre che pittore, scenografo e restauratore, professore di Disegno e Storia dell’ Arte nei Licei di Stato ed ha dedicato oltre sessant’anni della propria vita allo studio di questo materiale che continua a plasmare con amore e genialità.
Nella sua lunghissima carriera, ha realizzato alcune scenografie per la RAI e costumi per opere teatrali e musicali. È stato uno dei pionieri della didattica laboratoriale, che ha diffuso attraverso scuole, Enti Pubblici ed Associazioni no profit, operanti su tutto il territorio nazionale.
Il suo modo di trasformare carta da riciclo, stoffa e materiali come il ferro, il vetro e il forex, ha sicuramente cambiato il concetto del fare arte. Le sue maschere, come le sue marionette, sembrano restituire vita a qualcosa di oggettivamente statico e considerato semplice materiale di scarto. Un grande esempio di quanto possano essere espressive e suscitare forti sensazioni nell’osservatore, anche materiali apparentemente inerti.
Le sue collezioni di maschere tribali sono state esposte in mostre in Italia ed all’ estero e nelle più importanti gallerie di Roma, Firenze, Napoli, Venezia, Madrid, Lisbona e Santiago del Cile.
I suoi burattini sono la testimonianza di quanto siano importanti per l’ Artista, l’ amore per la propria terra d’ origine ed il senso di appartenenza alle tradizioni che lo legano ancora fortemente alla sua Campania.
Sono famose le sue maschere dedicate al grande Totò, il principe della risata che fece conoscere Napoli in tutto il Mondo.
Negli anni ’90 del Novecento, una straordinaria mostra in Portogallo, con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Ambasciata Italiana a Lisbona, consacrò definitivamente il genio creativo e l’abilità tecnica con la quale l’Artista campano aveva esportato la maschera italiana più famosa del Mondo.
Ezio Flammia, nella sua lunghissima carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti significativi, tra cui il “Premio del “Conseil Mondial de la Paix” a Vienna (1967), il “Premio Internazionale alla Carriera per le Arti” (1996) alla Camera dei Deputati di Montecitorio, il “Premiodalla Galleria d’arte Il Tempo Ritrovato” di Roma (2004),
Ha pubblicato, inoltre i volumi: “Storia dell’Arte della cartapesta”, Audino Edizioni 2017, “Fare cartapesta e scultura di stoffa” Ed. illustrata, Audino Edizioni, 2014, “Splendore e vetustà della maschera di stoffa”, Voglino Editrice, 2023.


