Per oltre duemila anni l’isola greca Itaca è stata identificata come la patria di Ulisse, il leggendario protagonista del secondo poema omerico, l’Odissea. Ma una nuova ricerca internazionale potrebbe stravolgere questa convinzione, proponendo una ricostruzione inedita.
Secondo lo studio, frutto di oltre venticinque anni di indagini geologiche, archeologiche e topografiche, il vero regno dell’eroe omerico si troverebbe nella penisola di Paliki, sull’isola greca di Cefalonia, e non nell’attuale Itaca. Gli studiosi sostengono che, in epoca micenea, Paliki fosse un’isola separata dal resto di Cefalonia da uno stretto di mare, successivamente interrato da frane e terremoti. Una configurazione che coinciderebbe con le descrizioni geografiche riportate da Omero.
L’ipotesi nasce infatti dal confronto tra il testo dell’Odissea e le più recenti ricostruzioni geologiche dell’area. Secondo i ricercatori, diversi elementi del paesaggio descritto nel poema – dalla posizione delle montagne ai porti naturali – troverebbero maggiore corrispondenza a Paliki rispetto all’attuale Itaca. Nel poema, infatti, Omero colloca il regno di Ulisse nell’isola più occidentale dell’arcipelago, mentre l’odierna Itaca si trova a est di Cefalonia. Anche la conformazione del territorio, la presenza di approdi naturali e la disposizione dei rilievi sembrerebbero corrispondere meglio a Paliki. Pur non mettendo in discussione il valore simbolico del mito, questi elementi hanno spinto i ricercatori a riconsiderare l’effettiva collocazione del regno di Ulisse, riaprendo un dibattito che coinvolge archeologia, geologia e filologia.
Tale teoria non rappresenta ancora una verità definitiva e sarà oggetto di ulteriori verifiche da parte della comunità scientifica. Tuttavia, se venisse confermata, costituirebbe una delle più significative riletture storiche del mondo omerico degli ultimi decenni.


