Aversa – Il 30 aprile è stata inaugurata ad Aversa la nuova sede del Club Napoli, un nuovo punto di riferimento per la comunità cittadina, non solo per la passione calcistica, ma come autentico luogo di aggregazione, dedicato alla memoria di Gianni D’Auria.
Una serata intensa, carica di emozioni e ricordi, che ha visto la partecipazione di figure istituzionali e di numerosi cittadini aversani, tutti uniti da una passione comune: l’amore per il calcio e per i colori azzurri.
Ad aprire la serata è stato Francesco Matacena, Sindaco di Aversa, che ha richiamato il valore di uno sport vissuto con compostezza, partecipazione e spirito inclusivo, sottolineando come il calcio possa rappresentare un vero patrimonio collettivo per l’intera collettività.
Particolarmente significativo anche l’intervento di Don Carmine Schiavone, che, oltre a benedire la nuova sede del club, ha evidenziato l’importanza di spazi come questo per la crescita sociale e culturale della comunità, invitando tutti a vivere il club come luogo di incontro, dialogo e condivisione.
Il momento più toccante della serata è stato senza dubbio quello dedicato al ricordo di Gianni D’Auria, scomparso quasi trent’anni fa, ma ancora oggi presenza viva nel cuore di chi lo ha conosciuto.
Sul palco, i genitori del giovane, visibilmente commossi, hanno ricevuto una targa commemorativa del club, consegnata da Alfonso Oliva, Vicesindaco di Aversa e storico conoscente della famiglia, insieme a una maglia, con una frase impressa sul retro: “Anche se lui non c’è, vive in ognuno di noi”.
A rendere ancora più intenso il tributo è stato l’intervento di Claudio D’Auria, fratello di Gianni e presidente onorario del club, che ha letto una lettera in sua memoria. Un gesto semplice ma dal forte significato, capace di ricordare come il tempo non cancelli certi legami.
A seguire, la proiezione di un video storico ha ripercorso le origini del club, raccontandone i primi passi attraverso immagini e testimonianze. Un viaggio nella memoria che ha riportato alla luce il lavoro, la passione e i sacrifici dei dieci soci fondatori.



