La festa di Sant’Eufemia è di tutti

La festa di Sant’Eufemia è di tutti

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Editoriale – C’era una volta la festa di Sant’Eufemia. Ma non è un racconto nostalgico, non è una favola, è la nostra realtà, la nostra storia. È l’identità profonda di Carinaro, fatta di fede, devozione, condivisione, di quel profumo di sagre che si mescola alle preghiere, di quei fili delle luminarie che si tendono come ponti tra passato e presente. È un rito collettivo che ci ha cresciuti, educati alla gioia semplice dello stare insieme.

Eppure oggi, a poche settimane dalla ricorrenza più sentita del nostro paese, sembra che si stia facendo di tutto per spegnerla. Non si tratta più delle solite polemiche — quelle ci sono sempre state. Questa volta c’è qualcosa di diverso: un accanimento, un clima pesante, un vento contrario che sa di divisione, di attacchi personali, di veleni sparsi più per distruggere che per costruire.

I pali? I fili delle luminarie? Le sagre? Motivi di scontro,  commenti e insinuazioni che mirano non a migliorare, ma a cancellare. Eppure noi, carinaresi veri, non ci riconosciamo in tutto questo. Non ci interessa la passerella, non ci interessano le “prime donne”, non ci interessano i paramenti istituzionali e  non ci interessa nemmeno il medaglione in bella vista.

A noi basta una cosa: la fede e l’amore per Sant’Eufemia. E con quello nel cuore, la festa vogliamo viverla così com’è sempre stata— con qualche sagra in più, con qualche luminaria in più, anche con qualche filo che passa dove può, senza cercare la perfezione ma la partecipazione.

Perché gli uomini passano. Le giunte, i comitati, le cariche, i commentatori: tutto passa. Ma la storia e la tradizione restano. E a quella non rinunceremo. La difendiamo e continueremo a farlo, con rispetto ma con fermezza. Perché la festa non è di pochi, è di tutti.

Ai dissidenti, agli oppositori a prescindere, ai professionisti della polemica: va bene discutere, va bene proporre, ma basta con l’accanimento. Perché qui non si tratta più di soldi, né di fili, né di luminarie messe e non messe.  Si tratta dell’anima di un popolo. Carinaro è la festa di Sant’Eufemia. E la festa si farà. Con devozione, con semplicità, con orgoglio. Il resto, come si dice dalle nostre parti, sono solo chiacchiere.

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Vincenzo Truosolo

Sono Vincenzo Truosolo, sono un operatore e montatore video all'occasione anche intervistatore e speaker. Manifesto sin dall'infanzia la propensione verso l’arte e la creatività a 360gradi. Nel corso degli anni ho sviluppato la passione per la mia telecamera, una figlia, che mi accompagna in ogni avventura. Eterno indeciso ma determinato, con tanta voglia di imparare, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, pronto a mettere il cuore e l’anima in ogni nuovo progetto

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