Primo Piano – Un’emozione intensa, capace di intrecciare storia, valori universali e un profondo percorso personale. Peppe Iannicelli, giornalista, ha partecipato al passaggio della torcia olimpica.
«Ho avuto l’onore di portare la torcia olimpica nella città di Cosenza. Essere tedoforo è stata un’esperienza mozzafiato ed indimenticabile», ha dichiarato Iannicelli, raccontando con parole cariche di emozione quei pochi, ma intensissimi istanti. Un’esperienza che va ben oltre il gesto simbolico della corsa: «In quei pochi istanti, un passo alla volta, mi sono sentito parte di una storia millenaria che da Olimpia attraversa le generazioni».
«Ho avvertito il calore della gente, la gioia infinita e la responsabilità enorme di diffondere un messaggio universale di pace e fratellanza», ha sottolineato il giornalista, evidenziando il valore etico e culturale che la torcia rappresenta.
Ma per Iannicelli, quel breve tratto percorso con la fiamma accesa ha avuto anche un significato intimo e profondo. «Al tempo stesso ho condiviso una mia rinascita personale: tre anni orsono questa corsetta per me, obeso gravissimo, sarebbe stata impossibile», ha raccontato con sincerità. Una testimonianza che trasforma l’evento sportivo in un potente messaggio di speranza: «Si può sempre riprendere in mano la propria vita».




