L’amministrazione comunale: “Il solito Masi: tra frustrazione, social e nostalgia del potere mai avuto”

L’amministrazione comunale: “Il solito Masi: tra frustrazione, social e nostalgia del potere mai avuto”

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Carinaro – L’amministrazione  comunale in una nota inviata alla nostra redazione dichiara: “ Il solito Masi: tra frustrazione, social e nostalgia del potere mai avuto. C’è chi lavora in silenzio per il bene della comunità, e poi c’è il consigliere Masi: sempre pronto a salire in cattedra, soprattutto quando c’è da lanciare qualche insulto gratuito o qualche accusa a effetto.

Lo fa regolarmente, ormai è il suo mestiere: l’eterno candidato a qualcosa che non arriva mai. C’è un momento, però, nella vita politica di ogni amministratore serio, in cui si capisce che gestire un Comune non è una sfilata, ma un lavoro complesso, fatto di scelte, di responsabilità e, sì, anche di qualche imperfezione tecnica o burocratica.

Chi ha amministrato davvero – chi ci ha messo la faccia, firmato atti, affrontato problemi – lo sa bene: l’errore può esistere. L’ingranaggio non è sempre perfetto. Solo chi non ha mai amministrato non sa che la realtà è fatta di complessità. I puristi da tastiera, invece, predicano perfezione senza aver mai retto il peso di una decisione vera, atteggiandosi a maestrini col registro vuoto, pronti a giudicare senza mai aver scritto una riga di responsabilità.

E infatti nell’ultimo consiglio comunale ha nuovamente dato spettacolo. Non di idee, non di competenza, ma di livore. Parlare del “consiglio comunale umiliato”? Curioso, detto da chi è durato sei mesi alla carica di amministratore e poi ha scelto la via più facile: le dimissioni (o la cacciata?! Non si è mai saputo, disse Totò).

Quando si è trattato di amministrare, ha fatto retromarcia. Quando si tratta di commentare, invece, non si tira mai indietro. Non si stanca mai di scrivere il solito post indignato del giorno.

Altro che professore: ha abbandonato la cattedra prima del primo esame. Nel 2024 i cittadini hanno parlato chiaramente: 1300 voti di scarto sono un giudizio netto. Ma niente, il consigliere Masi ancora non se ne fa una ragione. Si sveglia ogni giorno con uno slogan velenoso e una convinzione incrollabile: prima o poi tutti gli riconosceranno di essere il migliore.

Come dicevamo, oltre ai suoi monologhi da tastiera, Masi ha anche trovato il tempo di scrivere – o far scrivere – articoli su misura, in certi portali compiacenti, dove la realtà viene piegata per fargli da specchio. Uno specchio deformante, ovviamente, che riflette l’immagine di un “grande stratega” che esiste solo nella sua fantasia. Leggere certe notizie  è un’esperienza a metà tra la farsa e la fantascienza: articoli con uno stile a metà tra l’epitaffio napoleonico e la fan fiction, in cui l’unico obiettivo sembra essere quello di auto-incensarsi, di raccontare versioni romanzate di se stesso, in cui l’unico a brillare… è lui. Come se bastasse un titolo amico per far dimenticare una sconfitta storica.

È tutto talmente surreale che a tratti ci si chiede davvero se non stia scrivendo lui stesso, in preda ad un delirio da editorialista mancato. Per chi come lui continua a vivere in campagna elettorale permanente, il consiglio comunale è solo un palcoscenico.

Peccato che il pubblico abbia già cambiato canale.Nel frattempo, noi lavoriamo. Con serietà, senza sceneggiate. Per carità, capiamo la frustrazione: sognare per anni una fascia tricolore e trovarsi con in mano solo un login di Facebook può dare alla testa.

Ma la differenza è tutta lì:

-noi amministriamo, lui si autointervista;

-noi firmiamo atti, lui firma post;

-noi ci assumiamo responsabilità, lui si assegna meriti mai avuti;

-noi abbiamo vinto le elezioni, lui punta ai like delle solite quattro anime;

-noi siamo stati scelti dai cittadini.Lui  resta ciò che i cittadini hanno già deciso che sia: il sindaco mancato… e l’autore non richiesto della sua autobiografia immaginaria.

Firmato

Il Sindaco,

Il Presidente del Consiglio ( la sua ancella)

la maggioranza tutta”

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