AVERSA– Ci sono ferite destinate a rimanere aperte nel tessuto di una comunità e ci sono, per contro, miracoli laici capaci di trasmutare quel dolore assoluto in un’opera di sovrumana bellezza. Nella mattina del 16 maggio, all’interno della solenne cornice del Salone Romano, adiacente allo storico Teatro Cimarosa, si è svelata la quinta edizione del Premio Internazionale di Danza “Virginia Musto”, un appuntamento che ha ormai superato la dimensione della pur eccellente competizione per farsi manifesto antropologico e poetico. Nato dalla volontà incrollabile dei genitori, Paolo e Annamaria, attraverso l’Associazione Virginia Vita, il Premio custodisce e alimenta l’amore per la danza di Virginia, la giovane studentessa di Psicologia strappata alla vita a soli vent’anni. Quello che poteva essere un eterno spartito di silenzio è divenuto, nel corso di un lustro, un inno alla vita, un sorriso celato nel pianto che trova nell’armonia dei corpi in movimento la sua più radiosa e catartica sublimazione.
Ad aprire l’incontro, coordinato dal moderatore e responsabile dell’ufficio stampa Mariano Scuotri, è stata una riflessione che ha toccato le corde più profonde della platea: «Dietro questo nome non c’è soltanto un evento dedicato alla danza. C’è un dolore immenso che, col tempo, ha scelto di non consumarsi soltanto nell’assenza, ma di trasformarsi in un gesto collettivo di bellezza, incontro e futuro».
Un’emozione amplificata dalle parole, cariche di dignità e speranza, del presidente Paolo Musto: «Questo Premio non nasce soltanto per ricordare Virginia, ma per continuare a far vivere quello che Virginia rappresentava: passione, sensibilità, dedizione e amore per la danza. Ogni artista che salirà su quel palco porterà con sé anche un pezzo di questa storia».
La manifestazione, cresciuta progressivamente dai primi passi mossi nel 2022 fino ai fasti odierni, celebrerà il proprio punto di svolta strutturale articolandosi, per la prima volta nella sua storia, su due giornate consecutive di assoluto spessore artistico. Come illustrato nel dettaglio dalla direttrice artistica Diana Pagano, il sipario si alzerà venerdì 5 giugno presso il Liceo Coreutico “Osvaldo Conti”, che ospiterà una giornata di masterclass di altissimo profilo didattico, dove giovani danzatori europei potranno attingere al sapere di maestri di chiara fama. Il culmine emotivo e spettacolare si consumerà poi sabato 6 giugno nella sontuosa cornice del Chiostro del Seminario Vescovile, un palcoscenico monumentale dove il rigore della pietra sacra sposerà la fluidità della competizione finale tra le categorie Juniors e Seniors, pronte a contendersi le ambite borse di studio.
Il prestigio internazionale dell’evento trova la sua perfetta consacrazione nella caratura della giuria tecnica. A guidare la commissione, in veste di presidente, una figura mitologica del firmamento coreutico: Renato Zanella, coreografo di rilievo globale e oggi alla guida del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli. Accanto a lui, scranni di assoluto prestigio occupati da Annarella Sánchez, pedagoga di fama mondiale formatasi nella rigorosa tradizione della Scuola Cubana di Balletto e direttrice del celebre Conservatorio di Leiria in Portogallo; la critica e giornalista Sara Zuccari, direttrice del Giornale della Danza; Amalia Salzano, presidente AIDAF e membro del CID-UNESCO; il coreografo contemporaneo Gennaro Maione e la docente internazionale Daniela Di Lorenzo.
A suggellare la centralità politica e sociale dell’evento, la presentazione ha visto un’eccezionale convergenza delle istituzioni. Accanto al Sindaco di Aversa, Francesco Matacena, all’Assessore all’Arte e Cultura, Ugo Rufino, e alla Consigliera Comunale Federica Turco, hanno espresso il proprio sostegno la referente regionale di Meritocrazia Italia, Paola Panza, e l’universo scolastico del Liceo “Conti”, rappresentato dalle professoresse Carmela Cavallaccio e Amanda Vinciguerra, che hanno recato i saluti della dirigente Filomena Di Grazia. È la testimonianza plastica di una città e di un territorio che, con il patrocinio di Comune, Provincia e Regione, non dimenticano, ma sanno tradurre la memoria in una formidabile leva di riscatto culturale, dimostrando come il ricordo di Virginia continui a danzare, libero e immortale, nelle speranze dei giovani talenti del domani.


