Alle Olimpiadi non si compete solo sulla neve o sul ghiaccio: c’è un’altra gara silenziosa che corre in parallelo, lontano dalle piste ma vicinissima agli schermi degli smartphone. È quella per conquistare il feed di TikTok.
Durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, il racconto sportivo si sposta sempre più spesso dal telecronista all’atleta stesso. Bastano pochi secondi, una musica in tendenza e una camera frontale per trasformare una giornata di allenamento, una mensa del Villaggio Olimpico o una passeggiata in centro a Milano in un contenuto virale.
Scorrendo TikTok, le medaglie lasciano spazio ai momenti quotidiani: atleti che mostrano la loro routine mattutina, il “dietro le quinte” delle gare, le emozioni prima di scendere in pista. È lo sport raccontato senza filtri, dove la performance convive con l’umanità.
E poi c’è il cibo. Tantissimo cibo, che in questo racconto spontaneo diventa un linguaggio universale.
È il caso della pattinatrice olandese Jutta Leerdam, che ha pubblicato un video filmandosi mentre assaggia – uno dopo l’altro – i piatti del Villaggio Olimpico. Un vero e proprio “food tour olimpico”, raccontato con leggerezza tra sorrisi e commenti spontanei. Il video ha mostrato un lato diverso della preparazione atletica: non solo concentrazione e sacrificio, ma anche curiosità e quotidianità.
E poi c’è il fenomeno tiramisù. Se il dolce italiano avesse un volto olimpico, sarebbe quello dello snowboarder svizzero Jonas Hasler. Per i social è ormai “Tiramisù Man”: video dedicati al dessert, recensioni ironiche, cucchiaiate immortalate con entusiasmo quasi rituale. Un soprannome nato dal basso, tra commenti e hashtag, e diventato parte del suo personaggio digitale.
Un gioco che ricorda quanto accaduto con il nuotatore norvegese Henrik Christiansen, diventato virale in una precedente edizione dei Giochi come “The Muffin Man” per la sua passione dichiarata per i muffin del Villaggio Olimpico. Anche in quel caso, il cibo aveva creato un racconto parallelo a quello delle gare.
In questo scenario, le Olimpiadi non perdono solennità, ma cambiano linguaggio. Accanto alla cerimonia ufficiale convivono meme, vlog, assaggi notturni e video girati con il telefono in mano. È il lato pop dei Giochi, dove l’atleta è anche creator e il tiramisù può diventare ambasciatore culturale quanto una bandiera.
Tra una discesa e una finale, c’è spazio per un assaggio, una risata, un video girato al volo. È lì che i Giochi diventano racconto condiviso, e lo sport si trasforma in memoria collettiva.


