Non poteva mancare all’arte greca, in modo particolare alla pittura del secolo scorso, una figura come quella di Theofilos Chatzimichail.
Nato a Lesbo nel 1870, è stato il più importante pittore popolare neoellenico. La sua vastissima produzione artistica si concentrò quasi esclusivamente sui miti, sulle leggende e sulle tradizioni popolari della sua terra nativa.
Theofilos fu un talento precoce e dimostrò già all’età di dieci anni, una spiccata predilezione per la pittura. Visse la sua adolescenza a Smirne, una città in cui viveva una consistente comunità greca e lì, per un breve periodo, lavorò al Consolato greco come guardia, indossando la tipica uniforme da euzone, con il tradizionale gonnellino, utilizzato dai soldati ancora oggi.
Negli anni venti del Novecento, si stabilì definitivamente in Tessaglia e precisamente a Volos, la città in cui nacque il 10 luglio 1888 anche il pittore Giorgio De Chirico, considerato il maggior esponente della pittura Metafisica.
Proprio in quegli anni, Theofilos iniziò a realizzare pitture murali nelle tradizionali taberne (tipiche locande greche), in case private e botteghe, oltre che nei vicini villaggi della zona. Una fra le tante particolarità dei suoi dipinti fu la firma, poiché egli utilizzava solo il cognome della madre, come segno distintivo. Oggi la città di Volos gli ha dedicato un Museo, come aveva già fatto quella di Mitilene nel 1964, con fondi privati messi a disposizione dal famoso editore-filantropo Stratis Eleftheriadis Tériade.
Nel 1965 Tériade lo donò al Comune di Mitilene insieme a circa un centinaio di opere di Theofilos, facenti parte della sua collezione privata. Il poeta greco Odysseas Elytis, sosteneva che: “Theofilos, nelle sue creazioni, ha evidenziato la bellezza e l’atemporalità del luogo, sempre rendendosi conto dell’importanza del territorio.
Theofilos, attraverso la sua opera, illustra la tradizione, la storia, la natura e la vita popolare della Grecia, temi onnipresenti nella sua lunga carriera artistica”. Le sue opere si possono classificare attraverso due distinte categorie: i dipinti che raffigurano il rapporto tra uomo e natura e quelli di chiara ispirazione mitologica. In essi sono contenuti elementi della religione greca ortodossa che si fondono con le rievocazioni storiche delle propria epoca: le conquiste dei territori, le dominazioni turche e le contaminazioni del vicino Oriente.
A prima vista, i suoi quadri rivelano un’ingenuità naif, molto vicina alla pittura di Antonio Ligabue. Il suo è un mondo di miti, di eroi e di leggende: uno spaccato preciso del mondo ellenico, che dall’antichità riemerge attraverso la semplicità compositiva dei suoi lavori e soprattutto dall’ineguagliabile bellezza dei luoghi rappresentati.
Theofilos, l’euzone dalla fustanella, è stato senza dubbio tradizione e storia del popolo greco. La sua arte, come il suo amore per la propria terra, sono stati per decenni disprezzati dalla critica e dagli addetti ai lavori, che hanno ingiustamente considerato la sua pittura un fenomeno di scarsa qualità artistica.
Contrariamente, invece, le sue opere sono composizioni pregne di amore per la sua Grecia, evocatrici di una potenza espressiva che egli desiderava trasmettere, attraverso la semplicità dei colori, chiari e trasparenti.
I suoi murales, ricordano le pitture ad incrostazione dell’arte compendiaria del primo cristianesimo. Quelle composizioni realizzate nelle catacombe prima dell’Editto di Costantino, che egli realizza con spatola e pennelli larghi, lasciando libera la materia, costituita da spessi strati di pittura sovrapposti.
Uno di questi è quello che si trova nel “Caffè Ouzo” in piazza Makrinitsa Pelion, a Volos.
L’opera che misura 3,15×2,50m fu realizzata presumibilmente tra il 1910 e il 1911. Rappresenta le gesta eroiche di Katsantonis, uno dei primi rivoluzionari greci che aveva combattuto durante l’occupazione turca. Oggi l’edificio dove si trova il locale è stato dichiarato dal Governo greco monumento di interesse storico. Nel 1988 il Ministero dei Beni Culturali finanziò il restauro dell’opera e affidò la gestione del Caffè ad una società privata.
Da pochi giorni è stata inaugurata un’ importante mostra permanente delle opere di Theofilos, presso la Fondazione Theocharakis, accompagnata da un catalogo con testi di Stratis Eleftheriadis – Teriade, Odysseas Elytis, George Seferis, Stefanos Daskalakis, George Rorris, Christos Bokoros, Alexis Veroukas e Takis Mavrotas.



