AVERSA – C’è un filo invisibile, eppure d’acciaio, che lega la memoria storica di un territorio alla capacità delle sue istituzioni più nobili di farsi interpreti e custodi di un’eredità universale. Nella monumentale cornice della Chiesa della Santissima Trinità di Aversa, la solennità dello spazio sacro si è fusa con l’assoluto melodismo post-barocco per un evento che non è stato una semplice celebrazione, ma un autentico atto di restituzione culturale: l’“Omaggio a Domenico Cimarosa”. Il concerto, nato dalla felice sinergia tra il Liceo Classico e Musicale “D. Cirillo” e l’Associazione Amici della Musica di Aversa, ha dimostrato come la provincia normanna sappia ancora porsi come baricentro di un umanesimo musicale che parla al mondo.
La serata ha celebrato una doppia e felice ricorrenza, inserendosi nel solco dei dieci anni di Conpasuni, la Pastorale Universitaria della Diocesi di Aversa, in un ideale cammino tra mente, cuore e cultura firmato dalla stessa. È la testimonianza plastica di un’alleanza silenziosa ma feconda tra mondi educativi differenti che si “accordano” sulla stessa visione: un lavoro di scavo e di valorizzazione che vede il Liceo “Cirillo” – sotto la lungimirante guida del Dirigente Scolastico Prof. Luigi Izzo – inserire stabilmente lo studio dei grandi compositori locali nei programmi scolastici, offrendo al territorio un terreno fertile per accogliere la grande musica.
Sotto la rigorosa direzione artistica del M° Giuseppe Baldini, l’evento ha proposto un programma di straordinario rigore filologico e rarità esecutiva. Accanto alle celebri Sonate e al maestoso Concerto in Do minore per oboe e quartetto d’archi, la platea ha potuto assistere alla prima esecuzione in epoca moderna di brani inediti come Moglierema nosta e Femmena, fuoco e furia, restituiti alla luce grazie a un’accurata opera di ricerca, trascrizione e revisione dello stesso Baldini. Il culmine emotivo e storico si è toccato con le note dell’Inno Patriottico del 1799, composto da Cimarosa per la Repubblica Napoletana, trascritto dal M° Maurizio Tessitore, ed eseguito con vibrante intensità dal Coro del liceo musicale.
Sul palcoscenico, la sinfonia ha preso corpo attraverso una straordinaria continuità umana: un organico d’élite dove la sapienza dei docenti dello strumento si è fusa con il talento puro di alunni ed ex alunni. Dai virtuosismi dei fiati agli intrecci delle chitarre – con le sonate elaborate dal M° Giovanni Del Canto – fino alle prove vocali del mezzosoprano Orsola Russo e del tenore Luigi Ricciardi, ogni interprete ha rinunciato all’individualismo per farsi parte di una comunità narrante. È la scommessa vincente di una scuola e di una comunità colta che non cercano il facile applauso, ma scelgono di seminare bellezza, lasciando nel mondo una vibrazione destinata a resistere al silenzio.


