Campania – Ha confessato l’omicidio di Luigi Esposito, il giornalista di 53 anni ucciso il 18 luglio scorso a Eboli, il 26enne tunisino senza fissa dimora fermato nella notte dai carabinieri. L’uomo è stato rintracciato in un casolare abbandonato in località Cioffi con il cellulare e la carta di credito della vittima.
Le indagini avevano già collocato il 26enne sulla scena del delitto grazie a un’impronta digitale trovata nell’auto del giornalista. Gli investigatori hanno inoltre accertato che i due si conoscevano e si erano incontrati proprio il giorno dell’omicidio. Durante l’interrogatorio, alla presenza del suo avvocato, il giovane ha raccontato che, al termine di una violenta lite, avrebbe colpito ripetutamente Esposito provocandogli diverse fratture.
Successivamente avrebbe dato fuoco al corpo utilizzando una coperta, plastica e sterpaglie quando il giornalista era ancora vivo, secondo i primi esiti dell’autopsia. Al termine della confessione, il 26enne è stato trasferito nel carcere di Salerno, mentre la Procura ha chiesto la convalida del fermo.
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