Piazza Castello, don Michele Verolla: “Cesare con la scusa del Papa vuol prendersi anche quello che è di Dio”

Piazza Castello, don Michele Verolla: “Cesare con la scusa del Papa vuol prendersi anche quello che è di Dio”

Don Michele Verolla

Casaluce – Il parroco, don Michele Verolla attraverso un post di facebook, ha voluto rispondere al primo cittadino sulla questione “Piazza Castello” ormai protagonista di un vero e proprio dibattito:

“Sono nauseato da questa situazione che poteva e si potrebbe risolvere con calma e serietà, invece è entrata in un groviglio incomprensibile in quanto da parte del Comune sembra che ci sia un regime dittatoriale infallibile nelle sue scelte e così assolutistico da non dover rendere conto a nessuno in quanto i Cittadini sarebbero un nessuno. Ma dico io prima di procedere a tutto questo non si potevano informare i cittadini e ascoltare eventuali arricchimenti di idee o di proposte anche attraverso un incontro, una riunione pubblica al Comune o anche nel Santuario? Questa piazza è da circa tre anni che è un cantiere interminabile con lavori a sprazzi senza un preciso criterio provocando continue difficoltà al pubblico esercizio del culto, e generando continuo nervosismo al punto da far sembrare che tutto questo sia un dispetto contro il Santuario. Sono stato chiamato in causa dal Sindaco che ha risposto ad una domanda sul giornalino ” Lavori in corso ” e solo allora ho risposto come di dovere al Sindaco per le sue parole evidentemente non condivisibili e ci tengo a precisare che è stato proprio il Sindaco a parlare di rispetto delle Istituzioni ed io questo rispetto l’ho sempre avuto e continuo ad averlo. Io non ho nulla contro il Sindaco, però questo non significa, essendo in democrazia, non poter manifestare opinioni diverse, anzi se ci fosse stato un po di rispetto verso le Istituzioni come il Sindaco ha ben detto, allora Lui o qualche incaricato mi avrebbe almeno informato sul progetto e sui lavori di Piazza Castello comunicante con l’importante Santuario Diocesano della Madonna di Casaluce, invece niente rispetto per il Santuario, non sono stato mai interpellato, nè invitato al Comune per ricevere comunicazioni riguardanti i lavori di Piazza Castello. Poi voglio ricordare al Sindaco siccome l’ha detto per due volte, che il giardino del Santuario è stato donato dalla Signora Sellitto come LEGATO per la Chiesa e non per opere comunali.

Inoltre il giardino e tutto ciò che il Santuario possiede è finalizzato alle opere Pastorali così come gia avviene, ed è frequentato e aperto a tutti, non è di mia proprietà ma sono il Legale Rappresentante, nè intendo essere il proprietario di un Monumento Sacro, il Regale Monastero del Santuario della Madonna di Casaluce, che se non erro, il Sindaco del Comune di Casaluce voleva comprare. Il Sindaco, poi, non strumentalizzi le parole del Papa a suo uso e consumo in quanto la Chiesa di Casaluce, come ho già detto altrove, ha già donato abbastanza al Comune di Casaluce, mentre il Comune ha rifiutato al Parroco di Casaluce la richiesta scritta e protocollata di poter installare una croce o una statua in Piazza Dante per ricordare che su quello spazio sorgeva l’antica Parrocchia di Casaluce. Inoltre, voglio ricordare al Sindaco che il Sacerdote consacra e dona tutto se stesso per il servizio di Dio e del Popolo, ed io sono quì a compiere la mia missione in pieno servizio alla Chiesa e alla Società senza compromessi. Il Vescovo, che ringrazio ancora per la sua fiducia, nel 2001 volle assolutamente che io venissi a Casaluce per riparare la Casa della Madonna che si trovava in pericolo di crollo, come attestano i certificati dei Vigili del Fuoco di allora, e le ordinanze comunali di chiusura del Santuario di Casaluce, e in modo particolare il Vescovo ci tenne a precisare che mi mandava a Casaluce per ripristinare questo glorioso Santuario e ridargli dignità, ed è per questo che mi sono sempre prodigato, per cui non concedo a nessuno di voler fare i dotti e i sapienti sul lavoro enorme svolto con totale amore e dedizione, e di stare ognuno al proprio posto dando a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio: a me però sembra che Cesare con la scusa del Papa, falsamente interpretato, vuol prendersi anche quello che è di Dio. Invece di tante chiacchiere e cavilli inutili si cerchi una intesa comune, che fino adesso non c’è stata, nel rispetto vero delle Istituzioni e dei Cittadini, c’è sempre tempo se c’è buona volontà per chiarimenti e per rivedere questa cosiddetta isola pedonale che non è altro che uno spazio morto, l’isola dei fantasmi, dove per vedere un po di gente bisogna attendere la Messa la Domenica e va considerato che la Villa è stata sempre unicamente pedonabile, indipendentemente dalla Strada che porta al Santuario.

Quindi Villa e Strada possono svolgere benissimo le loro diverse funzioni come avviene in tanti altri Comuni vicino a noi: Villa unicamente pedonabile come è sempre stato fin’ora e Strada percorribile con mezzi propri dai Cittadini e da Tanti altri che vengono da lontano al Santuario dove trovano accoglienza, spazi e parcheggi gratuiti da sempre. Penso che è questione di buon senso e di buona volontà chiudere questa questione con buona pace di tutti, auspicando un clima di serenità e augurando un vero dialogo e una intesa costruttiva a beneficio di tutti. Casaluce rinnega coi fatti la sua storia e cultura, chiude l’accesso all’ultimo monumento rimasto, il Santuario della Madonna di Casaluce con una assurda ed inutile isola pedonale che blocca l’ accesso con le macchine ad anziani, ammalati, forestieri e disabili creando l’isola dei fantasmi che normalmente è sempre deserta”.

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