Presso la Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, è avvenuto la prima trasposizione uterina e il successivo riposizionamento dell’utero in una paziente, in tutta Italia.
La giovane donna, affetta da un tumore al retto, è stata operata da un’equipe multidisciplinare – ginecologi oncologi, radioterapisti e chirurghi generali –, la quale, grazie a una tecnica robotica mini-invasiva, hanno potuto spostare temporaneamente l’utero e le ovaie più in alto rispetto alla posizione fisiologica. Ciò ha permesso di curare il tumore al retto, senza danneggiare le funzionalità degli organi che sono stati spostati.
Infatti, l’utero, dopo la cura dal tumore, è stato riportato nella sua posizione fisiologica e la donna ha ripreso anche il suo normale ciclo mestruale. Inoltre, ha anche la possibilità di diventare madre.
“Questo caso dimostra come le tecniche chirurgiche avanzate e la sinergia multidisciplinare possano aprire nuove possibilità di trattamento, offrendo alle giovani pazienti oncologiche non solo una prospettiva di guarigione, ma anche la possibilità di realizzare un futuro progetto di maternità con i propri organi riproduttivi. Al momento questo intervento è stato effettuato solo su una ventina di donne in tutto il mondo e due sono riuscite a portare a termine una gravidanza. Siamo orgogliosi di essere stati i pionieri di questa tecnica in Italia” – afferma la professoressa Anna Fagotti, direttrice della UOC di Ginecologia Oncologica del Policlinico Gemelli, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica del Sacro Cuore.


