Aversa – Il dibattito sulla riforma della giustizia si arricchisce di un contributo autorevole. L’avvocato Rosario Capasso, figura nota non solo nel panorama forense ma anche per il suo lungo impegno nelle istituzioni come già consigliere comunale e provinciale, prende una posizione netta a favore del SÌ al prossimo referendum. Secondo Capasso, “la posta in gioco non è solo un assetto burocratico, ma il cuore stesso delle garanzie costituzionali del cittadino”.
La Terzietà: un pilastro sostanziale, non formale
Per l’avvocato Capasso, il punto di partenza è il concetto di imparzialità. “Un giudice realmente terzo” – spiega l’avvocato – “rappresenta la prima e più importante tutela processuale per ogni imputato. Ma attenzione: la terzietà non può e non deve restare un concetto astratto o puramente formale. Deve essere sostanziale”. L’obiettivo della riforma, secondo la visione dall’avvocato aversano, è garantire che ogni parte del processo possa operare in una condizione di reale indipendenza e autonomia. Se il giudice non è percepito come una figura distinta e distante dalle parti, il rischio è che la fiducia dei cittadini nel sistema collassi.
Giudice “Super Partes” e distinzione dall’Accusa
Uno dei punti più critici sollevati dal già consigliere provinciale riguarda la vicinanza organica tra chi giudica e chi accusa. “Il giudice deve essere super partes per definizione. Non è accettabile, in un sistema moderno, che chi deve emettere una sentenza si trovi pariteticamente nello stesso organico della Pubblica Accusa. Questa vicinanza mina l’essenza stessa della democrazia giudiziaria”.
Un processo ad “armi pari” La separazione netta delle carriere e dei ruoli è indicata da Capasso come l’unica strada percorribile per arrivare a una giustizia equilibrata.
Separazione dei ruoli: Solo definendo confini chiari si può parlare di un processo “ad armi pari”.
Diritti non negoziabili: “L’equilibrio che tutela i diritti di tutti, indagati e parti lese, non è un elemento negoziabile o sacrificabile sull’altare delle logiche di corporazione”, incalza Capasso.
L’intervento si conclude con un invito alla partecipazione consapevole. Per l’avvocato Capasso, votare SÌ significa scegliere una giustizia migliore, più trasparente e più vicina ai principi del giusto processo fissati dall’articolo 111 della nostra Costituzione. “Per una giustizia che sia davvero uguale per tutti, senza zone d’ombra tra accusa e giudizio”.




