Frignano – Il 29 luglio 2025 la comunità di Santa Maria dell’Arco ha vissuto un momento di intensa spiritualità e commozione nel celebrare il X anniversario della nascita al cielo di Teresa Ruocco (26 marzo 2004 – 29 luglio 2015). A presiedere la celebrazione è stato il vescovo di Aversa, S.E.R. Mons. Angelo Spinillo, che ha voluto rendere omaggio alla vita e alla fede luminosa di questa giovane figlia della Chiesa.
L’intera comunità, in particolare numerosi giovani, ha partecipato con profondo trasporto alla celebrazione eucaristica e alle attività commemorative organizzate nel ricordo di Teresa. Un sentimento collettivo che ha sottolineato quanto il ricordo di Teresa Ruocco sia ancora vivo e quanto la sua breve ma intensa vita continui a essere fonte di ispirazione e speranza.
“La mia malattia è un dono”: la lezione di Teresa Ruocco tra catechesi e testimonianza
Nel contesto del progetto estivo diocesano “Catekest – Apri tutte le Porte”, dedicato quest’anno proprio alla figura di Teresa, i giovani di Frignano hanno avuto modo di conoscere in profondità il suo diario, le sue lettere e le sue riflessioni. Tra tutte, una frase è diventata simbolo della sua testimonianza:
“La mia malattia è un dono.”
Un pensiero che lascia riflettere e che richiama alla mente gli insegnamenti di Sant’Agostino, ricordati da don Vittorio Carpi nel suo saluto al vescovo e ai presenti: “La sofferenza, se vissuta nella fede, può diventare un ‘farmaco amaro’ utile per la crescita spirituale”.
Nel corso della sua omelia, Mons. Spinillo ha tracciato un profilo spirituale profondo di Teresa Ruocco, ricordando come, attraverso la fede, sia riuscita a trasformare il dolore in grazia.
“Teresa si è conformata a Cristo – ha affermato – e la sua vita ci insegna come vivere l’amore di Dio. Ha saputo ricavare il bene anche da un male, rendendo ogni attimo della propria esistenza un dono.”
Il vescovo ha anche sottolineato l’importanza di valorizzare ogni momento della vita con gratitudine, responsabilità e amore verso Dio e verso il prossimo.
In chiusura della celebrazione, i giovani della comunità di Santa Maria dell’Arco hanno letto una lettera toccanteindirizzata al vescovo e alla famiglia di Teresa: i genitori Laura e Andrea, e i fratelli Luca e Francesco.
Una testimonianza autentica di comunità, condivisione e rinnovata fede, nata proprio grazie all’esperienza del Grest/Catekest.
“Grazie a Teresa abbiamo compreso che anche nei momenti più bui, il Signore è sempre vicino. La sua storia è un dono per tutti noi”, scrivono i ragazzi.
Il gesto più simbolico della giornata è stato il dono di una maglietta commemorativa, con l’immagine di Teresa che stringe un giglio – simbolo di purezza – e con le sue parole stampate all’altezza del cuore:
“Sorridi. La vita è bella, nonostante tutto… Dio sorriderà a te… a lui nulla è impossibile.”
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