Campania – Può sembrare strano che un libro di narrativa, possa descrivere una delle più gravi emergenze ambientali che da anni affliggono la Campania. Ma è proprio attraverso una serie di racconti che Alberto Di Buono, ci fa capire quanto sia importante la tutela del territorio.
L’ Autore, in questo suo “romanzo ambientale”, affronta in modo schietto, concreto ed a volte ironico, il tema dell’ inquinamento, con cui, purtroppo, convive la società odierna. Il volume, suddiviso in tredici capitoli, affronta la devastazione territoriale della nostra terra, perpetrata per anni dalla criminalità, spesso collusa con la classe politica e che ha fatto “guadagnare” ad una delle più belle regioni italiane, l’appellativo di “terra dei fuochi”.
La sua pubblicazione ci fa comprendere quanto siano importanti l’intervento ed il coinvolgimento delle Istituzioni, ma soprattutto della scuola, per poter educare le nuove generazioni al rispetto dell’ ambiente in cui viviamo. Egli stesso, da ingegnere ambientale, si occupa attivamente da diversi anni del gravissimo problema, sensibilizzando il mondo dei giovani alla salvaguardia del proprio territorio.
La Campania, una regione che possiede un patrimonio naturalistico unico, bagnata dal mare, attraversata da fiumi ed in cui ci sono laghi e monti, purtroppo da circa tre decenni ha visto alcuni dei suoi territori più belli e produttivi, morire lentamente a causa degli sversamenti illeciti di rifiuti tossici. Questi, molto spesso, provengono da aziende del Nord Italia, appaltate da società locali controllate dal crimine organizzato.
Molti scarti, per lo più di industrie chimiche, quando non vengono interrati sono dati alle fiamme, generando fumi densi ed altamentevelenosi. In questa terra un tempo rigogliosa, dove si coltivavano frutta ed ortaggi deliziosi, oggi la filiera agro alimentare è quasi al collasso. Non parliamo, poi, del drammatico problema sanitario e cioè dell’ altissima incidenza di tumori che aumentano ogni giorno, nelle zone interessate da questi fenomeni criminali.
Il libro di Alberto Di Buono, non è solo un report sull’inquinamento del territorio in Campania, su cui si sono scritte migliaia di pagine e costruiti nel tempo solo efficientissimi meccanismi clientelari ed elettorali, ma un modo alternativo di riportare il lettore, attraverso la propria emotività, ai ricordi della propria fanciullezza. L’innocenza di quelle lunghe passeggiate in bicicletta, lungo quelli che una volta erano sentieri di campagna quasi del tutto incontaminati.
Lì, dove c’ erano fiori di campo ed alberi da frutta, oggi, purtroppo dominano erba secca e rovi, generati da una terra avvelenata da chissà cosa. Non a caso, proprio uno di questi, precisamente il 5°, si intitola Oikos, termine greco che si usa per indicare la propria casa, utilizzato per il suo intrinseco significato ed a cui, l’ Autore, ne dà un altro ancora più ampio: il senso di appartenenza alla propria terra.
Con linguaggio semplice ed efficace, Alberto Di Buono, sottopone consapevolmente il lettore ad una profonda riflessione sull’ ambiente, spiegandogli in modo comprensibile, quanto sia necessario percorrere una strada comune per contrastare questo male profondo.
Nel racconto n.9, “L’ ipotesi di Gaia”, è chiara la metafora che descrive l’ intensa e passionale storia d’amore tra Federico e Gaia. Un sentimento puro e profondo che simboleggia quello che le nuove generazioni dovrebbero avere verso la natura e la Madre Terra. E questo perché l’ educazione ambientale, non deve essere affrontata come una qualsiasi altra materia, poiché essa si basa prevalentemente più che sui numeri delle statistiche, (analisi razionali), sul nostro emisfero emozionale.
Un sentiero da percorrere fin dall’ infanzia, che sviluppi nell’ individuo la cognizione profonda di ciò che lo circonda. Il romanzo, quindi, rappresenta un nuovo tipo di approccio allo studio dell’ ambiente.
Come lo ha definito lo stesso Autore: “il romanzo azzurro”, poiché quello è il colore che più di tutti rappresenta la Terra, con il suo cielo ed il suo mare. Un libro che ci aiuterà sicuramente ad acquisire un modo nuovo di guardare il territorio in cui viviamo, poiché il rispetto per l’ambiente, così come quello alla legalità, non si ottengono solo attraverso la repressione dei fenomeni malavitosi, ma soprattutto attraverso l’ educazione e la conoscenza, trasmesse alle nuove generazioni. Alberto Di Buono, “Terra di nessuno”, Grausedizioni – Gli specchi di Narciso, pp.150, Euro 13,00


