Teverola – Alla nostra redazione è arrivata la segnalazione di un cittadino. Riportiamo per intero la lettera ricevuta: ” Lo scandalo dell’Isola Ecologica tra le case a Teverola (CE). Dagli atti esecutivi alla Commissione andata deserta questa mattina.
Gentile Redazione, Vi scrivo in prima persona, con il cuore pieno di preoccupazione ma anche con la ferma determinazione di un padre e di un cittadino che non è più disposto a vedere calpestati i propri diritti fondamentali. Vivo a Teverola (Caserta), nel Rione Casaluce, e ho deciso di rivolgermi direttamente a Voi affinché una vicenda amministrativa torbida, che minaccia la salute della mia famiglia e dei miei vicini, venga finalmente resa di pubblico dominio.
Ecco come si stanno consumando i fatti sulla nostra pelle, dall’inizio fino all’ultimo, gravissimo schiaffo ricevuto proprio poche ore fa. Il blitz burocratico: i rifiuti sotto i nostri balconi
Tutto ha inizio nel chiuso del Palazzo Municipale dove, lontano dagli occhi dei cittadini e senza alcuna trasparenza, è stata approvata la Proposta di deliberazione di Giunta Comunale n. 41. Leggendo personalmente i dati emersi da questo atto, ho scoperto l’amara realtà: il lotto di terreno individuato per realizzare la nuova Isola Ecologica (Centro Comunale di Raccolta) ricade esattamente nel Foglio catastale n. 5, particelle 5227, 5413 e 5414.
Si tratta di un’area verde incastrata nel cuore del nostro quartiere residenziale, letteralmente a ridosso dei nostri balconi e delle nostre finestre. La viabilità della zona è già al collasso: una strada stretta a doppio senso (Via Campanello) con una curva a gomito cieca e pericolosa, da tempo persino al buio. Nonostante l’evidente inidoneità logistica, il Responsabile dell’Area Tecnica ha firmato il parere favorevole attestando che “non sussistono elementi ostativi sotto il profilo urbanistico, ambientale e amministrativo”, dichiarando il progetto immediatamente esecutivo.
L’ammissione della maggioranza: “È solo un pretesto”
Di fronte alla nostra immediata mobilitazione e all’avvio di una massiccia raccolta firme, l’Amministrazione ha compiuto un passo falso clamoroso. Sulla pagina Facebook ufficiale del gruppo di maggioranza (“Teverola Futura”), hanno pubblicato un comunicato ufficiale nel quale ammettono testualmente che:
“L’area indicata nella documentazione progettuale è stata individuata esclusivamente per consentire al Comune di partecipare alla procedura di finanziamento e accedere alle relative risorse […] Tale individuazione non rappresenta una scelta definitiva né vincolante”. Da cittadino mi chiedo: è ammissibile che un’istituzione utilizzi le mappe di un rione abitato come mero “pretesto” o “segnaposto” per accaparrarsi i fondi regionali, lasciando però sul tavolo un atto formale che è esecutivo e vincolante? Chi ci garantisce che quel pretesto non si trasformi domani in un cantiere sotto le nostre finestre?
L’ultimo affronto: la Commissione deserta questa mattina.
L’apice di questa fuga dalle responsabilità si è consumato proprio questa mattina. Di fronte alle proteste della piazza, i capigruppo dell’opposizione consiliare avevano richiesto ufficialmente una commissione straordinaria, pretendendo un confronto diretto con il Sindaco e l’Assessore preposto per fare chiarezza e chiedere la revoca della delibera.
Ebbene, questa mattina la commissione è andata completamente deserta. Il Sindaco e l’Assessore non si sono presentati, scegliendo la via del silenzio e fuggendo dal dialogo con i propri cittadini. Ad oggi, senza un atto ufficiale di revoca, l’iter per l’installazione prosegue e i lavori rischiano di partire da un momento all’altro.
La mia richiesta alla Stampa: accendete i riflettori
Io e le famiglie del Rione Casaluce non siamo contrari ai servizi di raccolta differenziata, ma pretendiamo che l’isola ecologica venga delocalizzata in una zona industriale o periferica, dove non possa compromettere la salute delle persone e degli animali.
Per queste ragioni, mi sono già attivato personalmente per informare e richiedere l’intervento dell’Onorevole Francesco Emilio Borrelli, di Luca Abete di Striscia la Notizia e di Gianni Simioli de La Radiazza. Chiedo a Voi, organi di informazione liberi, di dare voce a questa mia lettera aperta. Quando la politica locale si barrica nel silenzio e diserta i tavoli di confronto, la stampa rimane l’unico baluardo di verità. Aiutateci prima che sia troppo tardi: se le istituzioni continueranno a ignorarci, noi cittadini saremo costretti, nel pieno rispetto delle leggi, a scendere pacificamente in strada per difendere fisicamente il nostro diritto alla salute e alla dignità. Resto a completa disposizione per fornire copie dei documenti ufficiali, degli screenshot delle ammissioni della maggioranza e del materiale fotografico dell’area interessata. Con speranza e determinazione, Un Cittadino Preoccupato
(A nome delle famiglie del Rione Casaluce – Teverola)”


