Torino: “Il movimento Blattista Popolare che rivoluziona Carinaro”

Torino: “Il movimento Blattista Popolare che rivoluziona Carinaro”

Paolo Torino scaled

Carinaro – Paolo Torino in una nota inviata alla nostra redazione dichiara: “Dopo tanti sforzi, finalmente il coraggio di emergere dalle tubature e di rilasciare una dichiarazione in merito agli ultimi avvenimenti carinaresi che hanno visto l’uomo e il suo governo soccombere alla resilienza di questi insetti. A parlarne è Gregorio, che una volta era uomo proprio come noi, ormai portavoce dell’autoproclamato popolo del battiscopa. 

Lavoravo in una grande azienda presso la zona industriale di Teverola. Ogni mattino, alle 8 in punto dovevo timbrare il tesserino ed entrare nel loop, nella tana del bianconiglio, nel Matrix… chiamatelo come vi pare, insomma. Lunedì scorso, dopo aver alzato un po’ il gomito durante il week-end, apro gli occhi e mi ritrovo impossibilitato a scendere dal letto a causa di uno scarso equilibrio. Prendo lo smartphone, apro la fotocamera interna e… Scopro di essere diventato una blatta!”. Il dramma si consuma nel peggiore dei modi: sua moglie e sua figlia cercano di ammazzarlo seduta stante e lui, rifugiandosi in un cassonetto della spazzatura, trova la salvezza. Da lì il viaggio nel sottosuolo, le disavventure, le nuove amicizie e, udite udite, una nuova carriera politica. 

Dalla puzza alla piazza: Gregorio fonda il Movimento Blattista Popolare (MBP), con lo scopo di dare finalmente dignità al popolo del battiscopa. Gregorio è uno del popolo, è uno che ha passato settimane intere a nutrirsi di scarti di pizza e foglietti di gratta e vinci non vincenti. È la sua vena popolare, smaccatamente di sinistra, che ha permesso a quest’ultimo di raccogliere consensi tra scarafaggi, ma anche formiche radicali e persino qualche zanzara disillusa. “Il problema non è la sporcizia”, afferma durante il suo primo comizio, tenuto tra una bocchetta dell’aria e l’altra, “ma la gestione arrogante e maldestra del pulito”. Il Movimento Blattista Popolare (MBP) nasce cosi, nei meandri delle fondamenta carinaresi, con lo slogan: Più crepe nei muri, meno crepe nel sistema. Con il suo nuovo ruolo di portavoce delle creature marginali, Gregorio si è fatto promotore di un ambizioso piano urbanistico chiamato Progetto Battiscopa 2030: un piano di coesistenza verticale, in cui umani e insetti possano convivere pacificamente grazie a spazi separati, raccolta differenziata meno rispettosa e armistizi stagionali tra umani e blatte durante le ondate di calore. Per ora non è stato ancora aperto un tavolo di trattative con le istituzioni locali, ma voci di battiscopa parlano di incontri avvenuti in gran segreto. 

Non tutti sembrano essere così accomodanti, però. L’Associazione Disinfestatori Liberi (ADL) ha già annunciato una marcia contro la “blattizzazione” della politica prevista nei prossimi giorni. Il corteo partirà da Teverola e si concluderà con una fumigazione simbolica di Via Napoli.  Gregorio non si ferma e nel frattempo annuncia la pubblicazione del suo primo libro autobiografico, “Dalla 104 al bidone dell’umido: come Kafka cambiò il mondo“, in uscita per l’editore Insetti Ribelli. Voci di corridoio parlano anche di un possibile adattamento teatrale, con debutto previsto nelle fognature di via Piave, meteo permettendo. “Non sono un mostro”, conclude Gregorio con tono commosso, “sono solo una versione più onesta del lavoratore medio. È che potendo ora camminare sui muri… mi accorgo di quante crepe nascoste esistano.

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