Torna nella chiesa dell’ Annunziata di Giugliano, un altro capolavoro di Massimo Stanzione

Torna nella chiesa dell’ Annunziata di Giugliano, un altro capolavoro di Massimo Stanzione

Torna nella chiesa dell Annunziata di Giugliano un altro capolavoro di Massimo Stanzione

Giugliano –  Nella  chiesa dell’Annunziata di Giugliano in Campania, edificata intorno  al XVI secolo, si trova una delle più importanti opere pittoriche del Barocco Napoletano.  Nella navata centrale, il pittore Massimo Stanzione, nel 1618 realizzò l’opera: “Presentazione della Vergine al Tempio”, che dopo un lungo restauro conservativo, terminato nel 2024 è tornata a risplendere con grande ammirazione dei fedeli e della comunità ecclesiastica.

L’ artista, nato ad Orta di Atella nel 1585, fu senza dubbio uno dei maggiori interpreti della pittura napoletana del XVII secolo. A Napoli e nei paesi limitrofi, realizzò grandi capolavori, come le decorazioni per la volta della chiesa di San Paolo Maggiore, quelle della Cappella del Battista nella Certosa di San Martino e molte altre nella splendida chiesa del Gesù Nuovo. Nel Museo del Real Bosco di Capodimonte, invece, si trovano “ La Madonna col Bambino” e “ Il martirio di Sant’ Agata”. Sempre a Napoli, realizzò altri dipinti nella chiesa di San Marcellino e Festo ed in quella di Santa Brigida. Nel Museo Diocesano di Pozzuoli, una sua tela, rappresenta la “Madonna di Costantinopoli” ed alle Gallerie d’ Italia, un’ altra, l’ “Orfeo dilaniato dalle baccanti”.

 Anche il Museo del Prado custodisce diverse opere del pittore atellano, realizzate alla corte di Spagna tra il 1634 e il 1637. Di queste, certamente vanno ricordate: “ Il sacrificio di Bacco” e “La decollazione del Battista”, oggi esposte nella stessa sala che ospita il capolavoro madrileno di Caravaggio: “Davide e Golia”, un’ inedita versione dipinta per il re Filippo III, che faceva parte della Quadreria Reale di Spagna.

L’ opera che lo Stanzione dipinse per la chiesa dell’ Annunziata di Giugliano, dopo il lunghissimo restauro, curato dalla Soprintendenza e  dal Ministero della Cultura, mostra in maniera ancora più inequivocabile le forti contaminazioni stilistiche con la pittura del Caravaggio e del Ribera, quest’ ultimo conosciuto  con il soprannome di Spagnoletto ed attivo a Napoli proprio in quegli anni.

La commissione fatta a Massimo Stanzione, faceva parte di un ciclo di opere destinate alla chiesa, insieme a quelle di altri pittori suoi contemporanei, tra le  quali vanno ricordate quelle realizzate  da Carlo Sellitto.Anche se non esiste una documentazione dettagliata riguardante le decorazioni interne, come del resto quella sull’ anno preciso della sua edificazione, da alcune ricerche storiche è emerso che  probabilmente l’ edificio fu costruito sulla pianta esistente di un vecchio oratorio, poi ampliato con l’ intervento di Giuseppe Astarita. Lo stesso architetto, realizzò anche l’altare maggiore e ne modificò la struttura originale che diventò a croce latina. 

Adiacente ad essa, alla fine del XVIII secolo fu costruito un ospedale, come forma assistenziale per i poveri, che riprende i motivi decorativi della facciata della chiesa, con pinnacoli e lesene, integrandosi perfettamente nella piazza, nonostante sia stato realizzato in epoca successiva. Con la ricollocazione del dipinto, che mancava dalla chiesa dell’ Annunziata da 23 anni, il Barocco Napoletano si è arricchito di un’ altra straordinaria opera, fino ad oggi a molti sconosciuta e realizzata da un altro figlio illustre delle nostre terre.

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