Aversa – Venerdì 20 febbraio, nella cornice accogliente della Parrocchia Santa Teresa del Bambino Gesù di Aversa, si è svolto l’incontro “La Comunità Educante – A come Amore, B come Bambino, C come Cuore”, tappa significativa del cammino di preparazione alla Giornata Mondiale dei Bambini.
Un appuntamento che ha saputo coniugare riflessione, spiritualità e impegno civile, trasformando un semplice convegno in un autentico laboratorio di corresponsabilità educativa. Più di sedici istituzioni scolastiche del territorio, insieme a numerose realtà associative e civiche, hanno risposto all’invito, testimoniando che educare non è mai un atto solitario, ma un’alleanza che si rinnova ogni giorno tra scuola, famiglia, Chiesa e comunità.
L’incontro, moderato dalla presidente UNICEF Campania Emilia Narciso, ha visto il dialogo tra Padre Enzo Fortunato, già coordinatore della Giornata Mondiale dei Bambini, Monsignor Angelo Spinillo, vescovo della diocesi di Aversa, Nicola Graziano, presidente di UNICEF Italia, Don Massimo Spina, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia e della Vita, e Don Domenico Pezzella, responsabile della Pastorale giovanile. Presente anche il sindaco della città, Francesco Matacena, a sottolineare la vicinanza delle istituzioni civili a un tema che riguarda il cuore stesso della società.
I bambini delle varie scuole sono stati i veri protagonisti: hanno preso parola, partecipato attivamente e regalato preziosi insegnamenti agli adulti.
Il titolo dell’iniziativa — scandito come un alfabeto essenziale: Amore, Bambino, Cuore — non è stato uno slogan, ma una dichiarazione di intenti. Amore come fondamento di ogni autentico processo educativo; Bambino come centro e misura di ogni scelta; Cuore come luogo in cui si incontrano responsabilità e tenerezza, giustizia e cura.
Nel corso degli interventi è emersa con forza la necessità di custodire l’infanzia come bene comune, richiamando i principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La comunità educante è stata descritta non come un concetto astratto, ma come una trama viva di relazioni: insegnanti che orientano, genitori che sostengono, pastori che accompagnano, istituzioni che garantiscono diritti, associazioni che animano il territorio.
La nostra istituzione scolastica ha partecipato con convinzione, in quanto parte attiva della Rete UNICEF e della Rete “A piccoli passi”, esperienze che quotidianamente promuovono la cultura dell’inclusione, della solidarietà e della tutela dei diritti dei più piccoli. Un impegno che non si esaurisce in un evento, ma si traduce in prassi educative, progetti condivisi e scelte concrete.
Particolarmente toccante il richiamo evangelico posto al centro della riflessione: “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me”. Parole che risuonano come monito e promessa. Perché accogliere un bambino significa riconoscerne la dignità inviolabile; significa scegliere di stare dalla parte di chi è fragile; significa comprendere che la misura della civiltà di un popolo si legge negli occhi dei suoi figli.
L’evento ha rappresentato molto più di una preparazione alla Giornata Mondiale dei Bambini 2026: è stato un atto pubblico di responsabilità collettiva. Un patto rinnovato, stretto attorno all’infanzia come bene supremo, contro ogni forma di indifferenza e di abuso, contro ogni tentazione di delega.
Aversa, per un pomeriggio, si è fatta grembo e scuola, casa e piazza. E nel silenzio attento dell’assemblea, tra parole dense e sguardi partecipi, è emersa una consapevolezza limpida: educare significa camminare insieme. Con amore. Con cuore. Con la certezza che ogni bambino, posto al centro, è promessa di futuro e responsabilità del presente.



