Caserta – Un’allerta silenziosa ma concreta si estende nei comuni di Sessa Aurunca, Cellole e Orta di Atella: l’ASL di Caserta ha confermato casi umani di infezione da virus West Nile. Un ritorno che non sorprende gli esperti, ma che impone vigilanza. Il virus, isolato nel 1937 nell’omonimo distretto ugandese, è oggi endemico in molte regioni del globo e trova nei volatili selvatici il suo serbatoio naturale. Le zanzare, unicamente loro, ne sono i vettori. Nessun contagio diretto tra persone.
La malattia è subdola. L’80% dei contagiati non avverte nulla. Nel restante 20%, si manifestano febbre alta, dolori muscolari, nausea, rash cutanei. Ma in una ristretta minoranza – meno dell’1% – può colpire il sistema nervoso centrale, causando encefaliti potenzialmente letali, specie nei soggetti fragili.
In assenza di vaccino e terapie specifiche, resta la prevenzione. Le autorità locali sono in costante contatto con i presìdi sanitari, mentre la popolazione è chiamata a gesti semplici ma cruciali: applicare repellenti, coprirsi nelle ore critiche, eliminare ristagni d’acqua, proteggere porte e finestre con zanzariere. Ogni goccia d’acqua abbandonata può divenire un vivaio.
Dal 23 luglio, inizieranno disinfestazioni straordinarie notturne nei comuni interessati. Nessun allarme, ma attenzione, costanza, lucidità. La zanzara, invisibile e minuta, ci ricorda che il rischio non si misura dal rumore che fa. La vera difesa resta l’informazione, l’igiene ambientale, la cura del dettaglio. In fondo, è da ciò che trascuriamo che può nascere l’epidemia.



