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Campania – La denuncia della capogruppo regionale M5S: “Con disegno di legge a sua firma il governatore punta a cancellare l’abuso d’ufficio per le opere realizzate. Perfetta la sintonia con Salvini”

“Con una seduta lampo la IV Commissione Trasporti e Lavori Pubblici ha avviato l’esame del disegno di legge, a firma del governatore De Luca, che punta a istituire uno scudo penale per chiunque gestirà i fondi Recovery e Next Generation Eu. Con una proposta di modifica alle Camere della legge nazionale, sbandierata come una misura di semplificazione, il governatore punta a introdurre un regime di impunità per il reato di abuso di ufficio in relazione a tutte le procedure adottate in esecuzione di progetti finanziati con le risorse in arrivo dall’Europa. Piuttosto che preoccuparsi della qualità e dell’efficacia della spesa dei fondi in arrivo, potenziando gli uffici e formando il personale, la prima misura proposta da De Luca è invece uno scudo penale per chi spenderà quei soldi. Se il buongiorno si vede dal mattino…”. Lo denuncia la vicepresidente del Consiglio regionale dalla Campania e capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino, a margine della seduta della IV Commissione a cui ha preso parte il consigliere regionale M55 Vincenzo Ciampi. 

“Da mesi chiediamo al governatore un impegno a riorganizzare uffici e dipartimenti, acquisendo le competenze che mancano, così da farci trovare pronti quando i fondi arriveranno e spendere ogni singolo euro per cambiare il volto della nostra regione. Ed è inconcepibile che ad oggi in Consiglio regionale non ci sia stato alcun momento di confronto su Recovery Fund, mentre la prima volta che se ne parla è solo per mettere in salvo da indagini chi sarà incaricato di spendere quei soldi. Siamo pronti a discutere su misure di semplificazione, assolutamente necessarie, tese a ridurre i tempi per l’esecuzione delle opere, ma non possiamo accettare che diventino il pretesto per introdurre scudi penali. D’altra parte non possiamo non rilevare la perfetta sintonia e sincronia del governatore con la visione di Salvini, che proprio oggi torna a chiedere la sospensione del Codice degli appalti fino al 2026”.