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Carinaro – Stefano Masi (consigliere indipendente) in una nota inviata alla nostra redazione dichiara: “Sento il dovere di informare la stampa e l’intera città di Carinaro che lunedì 31 agosto, nella qualità di consigliere comunale indipendente, ho unito la mia firma a quella dei consiglieri di opposizione per richiedere la convocazione della seduta  del Consiglio comunale, al fine di discutere una proposta di annullamento della  variante del nostro piano regolatore adottata dall’ex Commissario Prefettizio, Dr. Palmieri, con la quale era stata decisa la trasformazione di una imponente porzione del nostro territorio (250.000 m.q.)  da area agricola a produttiva.

Questa gravissima decisione, caso probabilmente unico in Italia, se non altro perché adottata in assenza di un Consiglio democraticamente eletto, cui la legge riconosce il diritto di decidere il destino dello sviluppo del suo territorio, diede l’occasione ai componenti della lista “Carinaro Rinasce”, tra i quali c’ero anch’io, di sottoscrivere, nel programma elettorale che accompagnava le nostre candidature, l’impegno a sottoporre alla volontà del nuovo Consiglio ogni consumo di suolo non coerente con il piano regolatore approvato nel 2012, al fine di evitare ulteriori distruzioni delle nostre colture agricole di pregio.

Questo solenne impegno, confermato anche dai palchi della nostra lista, per oltre un anno è stato completamente disatteso,  se non addirittura osteggiato, a tal punto da vedermi costretto a  lasciare il gruppo di maggioranza e a collocarmi in una posizione di indipendenza rispetto ai gruppi regolarmente costituiti in Consiglio.

Nel lasciare il mio gruppo, comunicai ufficialmente che avrei appoggiato tutte quelle iniziative che consideravo indirizzate in favore degli interessi della nostra Città e del nostro territorio, da qualunque parte esse fossero pervenute.

Non deve perciò sorprendere, a meno che non si voglia fare bieca speculazione, che abbia unito, per questa volta, le mie forze al gruppo d’opposizione.

Il mio ruolo da indipendente, infatti, mi permette sia di scegliere liberamente sulle proposte politiche altrui ma anche di assumere iniziative politiche in proprio, chiedendo il sostegno a chiunque le condivida.

E’ la maggioranza che, al contrario, dovrebbe spiegare perché ha tradito il programma elettorale, perché abbia costretto un ex consigliere di maggioranza a guardare altrove per realizzare quegli obiettivi, perché nel settembre 2019 ha mentito al Consiglio comunale dichiarando l’imminente acquisizione di un parere urbanistico poi mai avvenuta, perché non abbia mosso un dito per far chiarezza su una gigantesca operazione immobiliare avvenuta sul proprio territorio.

In ogni caso è bene evidenziare che ridiscutere e annullare quella sciagurata decisione dell’ex Commissario Palmieri e far ritornare nelle mani dei rappresentanti eletti dal popolo le decisioni che attengono allo sviluppo del proprio territorio, significa non solo difendere la nostra Città, ma anche restituire dignità alla politica e legittimità agli atti amministrativi dell’Ente, violata con quella incredibile variante adottata dal Commissario.

Solo dopo l’annullamento della variante, il Consiglio comunale tutto, maggioranza ed opposizione, libero da situazioni precostituite, saprà prendere le migliori decisioni sui destini di quei territori, le decisioni più favorevoli agli interessi del popolo di Carinaro.

In ogni caso è fondamentale che il presidente del Consiglio permetta la celebrazione della seduta consiliare nei 20 giorni, così come impone la legge, senza prestarsi a manovre dilatorie, o impedendole, e dico ciò augurandomi di non esser costretto a segnalare eventuali omissioni alle competenti autorità: si permetta a tutti i consiglieri di esprimersi liberamente prima del termine di 18 mesi dall’approvazione della variante urbanistica.

Di contro, spendere circa 13.000 euro per costituirsi in un giudizio pressoché inutile, come ha fatto l’amministrazione incaricando un illustre avvocato nel contenzioso promosso da Marican avverso il rigetto del permesso a costruire, significa non aver rispetto dei denari dei carinaresi o fingere di non capire che il problema è la variante urbanistica.

Non deve essere un caso se tutta questa vicenda fa tornare in mente la celebre frase dello storico latino Tito Livio:“Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata”. È forse quello che si vuole?”