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Eboli – Sono passati già sei anni dal crollo della semitorre, e parte della cinta muraria del Castello Colonna, e nulla è stato fatto, anzi pochi mesi fa c’è stato un altro crollo della suddetta cinta, e ancora non si intravede una soluzione.
Quest’ultimo crollo ha causato la chiusura della strada, per impedire danni a cose e persone, con la conseguenza di aver bloccato la viabilità nel centro storico, creando disagi per i residenti.
Il Comitato Centro Storico, dopo aver richiesto, con atto formale, un incotro al Commissario Antonio De Iesu, è stato ricevuto una quindicina di giorni fa, chiedendo di intervenire e impegnarsi per:
1) Sollecitare l’immediato intervento del Provveditorato Regionale all’Edilizia Penitenziaria per la messa in sicurezza del muro di cinta pericolante;
2) Creare una parziale apertura a senso unico alternato di via Santa Sofia, delimitandone la carreggiata con dei new jersey e lamiere protettive, onde evitare la condizione attuale che si arriva davanti alle transenne e non vi è alcuna indicazione su come proseguire;
3) In caso di Chiusura totale di Via S. Sofia, creare una viabilità alternativa temporaneamente, invertendo il senso di marcia sulle vie Giacinto Romano, Roma e Santa Margherita, per favorire il transito sicuro delle auto che accedono al Centro Storico.
Su queste domande urgenti il Commissario si era impegnato a dare delle risposte in tempi brevi ai cittadini che vivono il disagio quotidiano per raggiungere le proprie abitazioni in piena sicurezza, ma fino ad oggi non si è visto e sentito nulla!
Il Coordinamento del Comitato Centro Storico, per quanto sopra evidenziato, ritiene che non siano più ammissibili ritardi e inadempienze, pertanto richiama alle loro responsabilità:
– Il Provveditorato Regionale all’Edilizia Penitenziaria, che non ha ancora avviato l’urgente messa in sicurezza del muro pericolante e non ha predisposto l’intervento di ricostruzione della torre saettiera crollata ben sei anni fa;
– Il Comune di Eboli, che non ha ancora organizzato una viabilità alternativa, che pure è possibile, per accedere al Centro Storico, né a predisporre un intervento sostitutivo per ripristinare la viabilità in via Santa Sofia.
– Le rappresentanze parlamentari del territorio, perché sollecitino il Ministero di Grazia e Giustizia, proprietario del Castello, e il Ministero dei beni culturali a porre in essere, per quanto di loro competenza, gli interventi di tutela e recupero delle strutture pericolanti e quelle già crollate.
Ma a oggi, il Comitato Centro Storico, non ha avuto nessuna risposta, lasciando nell’incertezza, e nell’abbandono, i cittadini che abitano del centro antico della città.