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Campania – “L’inchiesta della magistratura sulla gestione rifiuti in Campania, che da ieri annovera tra gli indagati anche il governatore De Luca, accende i riflettori su una strategia che si è rivelata assolutamente inefficace per una regione che ha portato l’Italia sotto procedura d’infrazione europea.

Piuttosto che puntare su un ciclo di rifiuti virtuoso, con incremento della differenziata e impiantistica compost, dal 2015 la Regione ha concentrato la gran parte delle risorse nell’operazione ecoballe, rivelatasi fallimentare. Senza contare che nell’ultimo anno e mezzo la situazione è addirittura peggiorata a causa del Covid, con le difficoltà legate allo smaltimento di dispositivi di protezione e all’incremento, inevitabile, del monouso. Il risultato è che oggi ci troviamo esattamente ai livelli di sei anni fa, con poco più del 12% di ecoballe smaltite, percentuali di differenziata lontane anni luce dagli obiettivi fissati e nessun impianto per lo smaltimento di rifiuti speciali, esportati in paesi esteri che contribuiamo ad arricchire grazie a una nostra “risorsa” o che rischiamo addirittura di avvelenare, come nel caso della Tunisia”.

Lo dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà, nel commentare gli ultimi sviluppi dell’inchiesta della Procura di Napoli sul ciclo dei rifiuti in Campania.