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Mondragone – In una nota inviata alla nostra redazione, l’AMBC ha dichiarato: “Qualche associazione ambientalista (Legambiente e WWF) e anche il portavoce dell’AMBC, Gianni Pagliaro, che segue da tempo le questioni dell’inquinamento della nostra costa, hanno immediatamente messo in relazione la macchia nera comparsa qualche giorno fa alla foce del canale Agnena con la discarica Bortolotto.

Ma andiamo con ordine. Dopo l’immediato intervento del nostro Consigliere regionale, il leader dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e della competente Commissione consiliare regionale presieduta dal Consigliere Gianpiero Zinzi, sull’enorme macchia di colore scuro dell’Agnena è intervenuta anche la Senatrice del Movimento 5 Stelle Moronese, che con altri senatori ha presentato al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare un’interrogazione https://www.vilmamoronese.it/inquinamento-litorale-domizio-interrogazione-m5s/10634#.

L’interrogazione, tra le altre cose, mette in una possibile relazione la macchia scura apparsa nei giorni scorsi alla foce dell’Agnena con il percolato prodotto dalla discarica Bortolotto-Sogeri, una correlazione già evidenziata sette anni fa, nel 2013, durante una trasmissione televisiva “TV7” di RAI 1, dal titolo “L’orto dei veleni”. In quella circostanza fu il professor Massimiliano Lega (consulente della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere) a fare tale ipotesi, tutt’altro che peregrina: il percolato della discarica Borolotto-Sogeri attraversando un canale separato potrebbe confluire in mare attraverso il canale Agnena, passando dunque per l’impianto del Consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno (bacino acque basse del Mazzafarro).  

Vi preghiamo caldamente di vederla o rivederla: https://www.youtube.com/watch?v=3oYZFENu6I0. Ma la foce dell’Agnena, come documenta la Senatrice dei 5S Vilma Moronese nella sua interrogazione al Ministro dell’Ambiente, era già arrivata all’attenzione dell’ISPRA, che in uno studio di otto anni fa, del 2012, evidenziava in quelle acque concentrazioni molto superiori ai livelli consentiti dalla legge http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=18&id=1151707. Di fronte a timori di questo tipo le nostre Comunità dovrebbero letteralmente insorgere e i cosiddetti “primi cittadini” dei nostri comuni dovrebbero essere alla testa di iniziative eclatanti, perché il colmo è stato ormai superato da tempo. Ebbene, il sindaco di Castel Volturno in questi giorni si è esposto, ha protestato e ha fatto almeno sentire la propria voce.

Il sindaco di Mondragone, invece, è restato muto, nessuna parola, nessuna reazione di fronte all’ennesimo grave episodio a danno del suo territorio e dei suoi cittadini. E anche qualche Consigliere regionale del posto si è mosso cercando soltanto di minimizzare, senza mai andare al cuore del problema, forse più preoccupato dell’immagine e delle ricadute del disastro sulla stagione estiva che non della salute dei cittadini e dell’ambiente. Ma si tratta di un Consigliere regionale ormai in pieno delirio elettorale, che andando in giro per comuni sta piegando- con un comportamento indegno di appartenere alla politica- anche il diritto alla sanità alla logica clientelare. E, quindi, cosa aspettarsi da un Consigliere di tal fatta? Di approfondite indagini sull’inquinamento del canale era stata comunque delegata nel 2014 la Guardia di Finanza di Mondragone.

Ma gli esiti di tali indagini non sono mai stati resi pubblici. Perché? Bene, quindi, ha fatto la Senatrice Moronese a chiedere al Ministro di adoperarsi per farli conoscere. E un sindaco-sindaco avrebbe già attivato iniziative politiche e istituzionali a difesa del diritto alla conoscenza per la propria Comunità. Stiamo parlando di quel “diritto alla conoscenza” (che tanto è mancato in questi mesi di  pandemia)- ultima straordinaria battaglia di Marco Pannella- ossia “il diritto di conoscere in che modo e perché i governi a vari livelli prendano determinate decisioni che influiscono sui nostri diritti umani e libertà civili, soprattutto per quanto riguarda questioni di “sicurezza nazionale.” Inquinati e disinformati o addirittura ammazzati a nostra insaputa potrebbe essere veramente troppo”.