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Mondragone – “Il solito assessore (quello che crea le barriere architettoniche anziché eliminarle) e il solito ufficio (quello delle facili proroghe di concessioni illegittime) sono soliti buttare nelle scuole “pacchi di denaro pubblico” per manutenzioni varie.

Quasi sempre nel solco delle solite ricorrenti manutenzioni, che non fanno altro che rattoppare, mettere pezze e fare felici gli “amici” manutentori. Mentre in giro per l’Italia, anche grazie a questo prolungato e forzato periodo di parziale utilizzo delle strutture scolastiche, si cercano nuove idee e interventi innovativi in grado di rendere maggiormente funzionale un patrimonio di edilizia scolastica non di rado vecchio e mal costruito. Ne segnaliamo due, con la speranza che su di esse si possano stornare un po’ di quelle risorse appannaggio dei soliti manutentori.

La prima che l’AMBC segnala è ripresa dall’articolo di Angelo Spena, ordinario di Fisica Tecnica Ambientale all’Università di Roma Tor Vergata, pubblicato sulle pagine online de Il Sole 24 ore. Una ricerca dell’Imperial College e dell’Ecole Polytechnique di Losanna (Smieszek, 2019) sostiene che “in uno scenario di contagiosità influenzale sia da goccioline (droplet) che per via aerea, una buona ventilazione potrebbe avere un effetto simile a quello di una copertura vaccinale del 50-60%”.

Spena richiama la sua proposta del marzo 2020 tesa a ricorrere alle tecniche di rinnovo dell’aria in modo sistemico per “una declinazione ragionevole del principio di precauzione” e l’accorato appello sottoscritto da oltre duecento studiosi di tutto il mondo, dal titolo “E’ ora di affrontare la trasmissione del Coronavirus per via aerea” (Morawska, 2020) che ha costretto l’OMS ad accettare l’evidenza che con le pandemie bisognerà convivere e che prevenzione e lungimiranza faranno la differenza tra i sistemi-paese, come -per esempio- un piano di riqualificazione energetica del parco edilizio pubblico mediante ventilazione degli ambienti chiusi, che è oggi imprescindibile al pari della sicurezza antincendio o antisismica.

Spena scrive che: “Oggi l’ingegneria del controllo ambientale indoor è altamente specializzata. Al tempo della “spagnola” non era così. Finora è mancata la progettualità conseguibile con un approccio interdisciplinare alla difesa epidemiologica. E non può farsene certo una colpa al CTS: dei 26 componenti, non uno solo è ingegnere. In Germania la ventilazione degli ambienti (L come Lüften) rientra fra le cinque misure ufficiali (AHACL) di contrasto al Covid-19 (…). I distretti industriali italiani del condizionamento dell’aria sono all’avanguardia nel mondo con marchi prestigiosi e tecnologie di assoluta eccellenza, il cui contributo abilitante potrebbe consentire di gestire, anche digitalmente, piccoli e grandi impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) a tecnologia avanzata e mirata là dove ora mancano, o ricircolano aria insalubre, o vengono spenti (e di conseguenza deteriorati) per un risparmio miope che mina le difese sociali (…). I costi?

Il costo di un impianto VMC nuovo è stimabile tra 10 e 30 € per metro cubo costruito. Una riattivazione costa dieci volte di meno, da 1 a 3 €/mc. Tutti interventi “orizzontali” sostenibili e immediatamente cantierabili, con obiettivi misurabili, cronoprogrammi realistici, contabilizzazioni e collaudi ineludibili (…). I benefici? (…) in scuole e università, fino al 100% di studenti presenti (…)”. Con la seconda proposta ci spostiamo all’esterno delle scuole. Lo scorso settembre nel Codice della Strada è stata inserita la definizione di “Strada Scolastica”, come “strada urbana in prossimità della quale si trovano edifici adibiti ad uso scolastico, in cui è garantita una particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine”. In queste zone il transito è permesso a pedoni, bici, mezzi per il trasporto dei disabili ed eventualmente scuolabus.

La Strada scolastica permette ai bambini e alle bambine di camminare o pedalare in sicurezza per raggiungere la scuola, in autonomia e in modo sostenibile. Mirano a decongestionare l’area in prossimità della scuola dallo smog, dagli ingorghi che ogni giorno si creano a causa di centinaia di automobili che si riversano fin davanti ai cancelli di entrata degli istituti scolastici. In questo modo contrastano l’ormai annoso fenomeno della doppia, tripla, quarta fila, causa di rallentamento del resto dell’utenza e del servizio pubblico. Azzerano inoltre il rischio dei drammatici incidenti tra auto e bambino, in aumento anche in Italia, soprattutto per la crescente diffusione dei Suv. Contestualmente incentivano l’autonomia delle bambine e dei bambini – inibiti dal ricorrente “attento alle macchine” -, aumentando il loro spazio vitale di fronte a un luogo per loro fondamentale.

 Strade scolastiche che dovrebbero incentivare il piedibus (o pedibus) che l’AMBC ha proposto fin dal programma scritto per Pacifico e che a Mondragone è stato attivato -grazie all’assessora Concetta Lavino- in via sperimentale per una sola scuola. Qui un vademecum preparato dalle associazioni di genitori e ambientalisti per fare richiesta alle istituzioni di una Strada scolastica: Come realizzare una Strada scolastica. Chiudiamo sottolineando che la nostra contrarietà alla chiusura reiterata delle scuole (soprattutto in Campania) ha una condivisione autorevole: http://www.anci.it/nuovo-dpcm-decaro-si-chiudono-scuole-e-nello-stesso-tempo-si-incoraggia-la-movida-cosi-non-va/.