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Mondragone, AMBC: “E’ sicurezza o soltanto propaganda?”

Mondragone – “L’AMBC è convinta che i cittadini abbiano il <sacrosanto> diritto di vivere in sicurezza e che controllare il territorio sia primaria azione di governo. Siamo anzi fortemente critici circa la blanda presenza delle forze dell’ordine nei nostri comuni.

Ma l’ordinaria azione di controllo andrebbe fatta senza ricorrere alla propaganda e alla più bieca demagogia o alle ormai abitudinarie dirette facebook e, soprattutto, andrebbe fatta da chi è deputato a tale controllo. Vedere qualche politico (diciamo) accodarsi o aprire i <cortei propagandistici della sicurezza> sconcerta. Ma l’AMBC vorrebbe anche che oltre a controllare (speriamo con sistematicità e non una tantum) gli eventuali affitti in nero, le locazioni di incivili e non abitabili abitazioni, il sovraffollamento di improbabili alloggi, lo scarso decoro di alcune enclave, le eventuali illegalità che si riversano sul territorio e i cittadini, ci si adoperasse anche per verificare le condizioni dei tanti lavoratori immigrati, comunitari e non, che mandano avanti ciò che resta dell’agricoltura mondragonese (e dell’intero comprensorio) o dell’imprenditoria locale. Si potrebbero avere così scoperte significative e appurare, per esempio, che più spesso sono gli immigrati ad essere vittime dei mondragonesi, di chi offre loro alloggi scadenti, abusivi e al nero, di chi li ammucchia in strutture fatiscenti pur di lucrare, di chi abusa delle loro braccia per la campagna o per l’assistenza dei nostri anziani e dei nostri malati, di chi li sfrutta sui ponteggi o nelle pseudo attività imprenditoriali.

<Ogni tanto, ha sottolineato il portavoce dell’AMBC, Gianni Pagliaro, vorremmo poter leggere anche di questi controlli, preferibilmente senza quei politicanti alla perenne ricerca di propaganda. Durante tutto l’anno, nelle ore mattutine, si era soliti vedere decine di ragazzini in età scolare che negli spazi dei famigerati <Palazzi Cirio> bighellonavano, ammazzando il tempo. Avremmo voluto vedere qualche assistente sociale, qualche educatore o qualche operatore dei servizi sociali all’opera. Caro sindaco Pacifico, ha continuato Pagliaro, non pensi che il grande tema delle migrazioni, dell’accoglienza e dell’integrazione non possa essere ridotto e semplificato a qualche tavolo prefettizio e a qualche comunicato stampa? Pensi veramente che tutto il tema delle sicurezze (e delle paure vere o percepite) possa ridursi ai vigili urbani e alle forze dell’ordine? Non pensi che oltre a controllare il territorio per prevenire insicurezze, indecorosità ed illegalità occorrano anche nuove politiche di welfare, per il lavoro, di accoglienza, d’integrazione, di cura e azioni di tutela dei diritti, ma in favore di tutti però, anche di coloro che nel silenzio generale sono sfruttati? Cosa intendi fare, per esempio, affinché la nostra comunità interagisca con le comunità di immigrati comunitari ed extra, ovvero con quelle comunità che da anni lavorano per il nostro benessere? E, infine, hai qualche idea sul futuro dei palazzi <Cirio>? Ben sapendo che limitarsi a lungo a qualche palliativo, a qualche <retata> o a qualche postazione di controllo più o meno mobile non risolverà il gravissimo problema di un’antica ed eclatante speculazione, che non poteva e doveva essere consentita, che -come spesso accade- è stata purtroppo supinamente subita in illo tempore dai mondragonesi, ma che oggi va gestita e governata. E oltre ai palazzi <Cirio> non scordarti dei palazzi ex <Tintina> e di tutti quei <non luoghi> che affollano la città e, soprattutto, i quartieri periferici. Caro sindaco Pacifico, ha concluso il portavoce dell’AMBC, se non riesci a trovare idee al riguardo puoi sempre farti soccorrere in diretta facebook dal consigliere Zannini o dal governatore De Luca e dal loro sublime masterplan. Credimi, è un consiglio privo di qualsiasi ironia.”

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