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Mondragone – “Nei giorni scorsi una Giunta Municipale “orfana” (ma come mai?) del sindaco Pacifico ha avviato l’iter per verificare se esista o meno qualche interesse da parte di cittadini singoli e/o associati ad avere in concessione il cortile interno e il locale annesso al piano terra del Palazzo Ducale.

Un’Amministrazione che dopo aver assistito inerte all’abbattimento dei pini e ad un blocco prolungato dei lavori- che ha fatto penare per mesi la cittadinanza- se ne esce ora con un’altra “genialata” delle sue, che -al pari di quelle pregresse- è destinata al fallimento o alla messa in moto dell’ennesimo pasticcio. L’AMBC ha ripetutamente sottolineato l’incapacità di questa Amministrazione, che in quasi quattro anni di vita non è stata in grado di dar seguito alla pregevole iniziativa dell’on.

Landolfi, cercando di recuperare i fondi necessari al completamento dei lavori presso il Palazzo Ducale (finanziati in parte a suo tempo proprio grazie all’intervento dell’ex Ministro) ed anche – perché no? – all’acquisizione al patrimonio pubblico delle parti del palazzo tuttora nella disponibilità di privati. Non si può più andare avanti con interventi parziali su beni di particolare interesse storico-artistico! Acquisizioni e interventi parziali che lasciano in piedi pericolose commistioni tra pubblico e privato sono destinate al fallimento perché rendono difficoltoso, se non impossibile, una gestione virtuosa del bene. Ne è lampante dimostrazione la porzione di palazzo comprata dagli eredi Tarcagnota (e qui stendiamo un velo pietoso sulla mancata attivazione del previsto Centro Servizi Turistici e sulle illegittimità che accompagnano da anni questa struttura).

Ma l’AMBC ha nel tempo puntato il dito soprattutto sull’utilizzo che Pacifico e i suoi intendono fare del Palazzo Ducale. Essendo come sempre a corto di idee (da quelle parti sono pochissime e alquanto confuse), si sono ridotti -ancora una volta- a ricorrere ai reperti del Museo Civico, utilizzati ormai come una vera e propria “Madonna Pellegrina”. I reperti, che in un primo momento dovevano andare presso il Palazzo Tarcagnota, ora vengono dirottati presso il Palazzo Ducale. Ma perché? Non stanno bene dove sono, ovvero presso la loro sede naturale, il Museo Civico? Perché spendere soldi per un loro trasloco, oltre tutto non privo di rischi?

L’AMBC ha sempre pensato che l’Amministrazione avrebbe dovuto evitare sperperi di soldi in compravendite di immobili inutili (o utili soltanto a chi vendeva) e avrebbe dovuto recuperare risorse per fare del Palazzo Ducale la sede del proprio Municipio, restituendo alle attività didattiche la porzione di struttura scippata alla scuola di Viale regina Margherita e dando finalmente alla città una adeguata sede istituzionale. Ha ragione la minoranza dell’ex sindaco Giovanni Schiappa a denunciare l’inqualificabile decisione dell’Amministrazione Pacifico che ha “dirottato le risorse rimanenti di un mutuo contratto con la Cassa Depositi e Prestiti per l’acquisto dell’altra parte ancora di proprietà privata del palazzo, per completare gli interventi di realizzazione della rete ciclo-pedonale …”.

Abbiamo detto che comunque anche questa “genialata” del Palazzo Ducale -al pari delle altre- sarà un flop. Perché? Ma perché non è la prima volta che questi “incapaci” (politicamente e ancor più amministrativamente) lanciano queste “bufale” destinate a restare prive di riscontro. Il 10 agosto 2020 -per fare un esempio- deliberarono di voler assegnare per la loro gestione- per 3 anni- alcune aree comunali, dalla villa comunale di Sant’Angelo all’area verde di via Lorenzo dei Medici, dal parco Carducci al parco Nuova Florida ecc. (delibera di G.M. n. 51). Sono passati sei mesi ma nulla è successo. Quella a guida Pacifico è un’Amministrazione che gira a vuoto, che si incarta e che non gode più di alcuna credibilità e fiducia. I cittadini lo hanno capito e ormai li snobbano. Hanno preso atto che le loro “trovate” sono “aria fritta”.  E hanno capito soprattutto che non hanno alcun metodo di governo né alcuna visione di Città, di Bene comune e di Politica.

L’AMBC ha proposto a lungo il “metodo dell’amministrazione condivisa” (inserito anche nel programma scritto per Pacifico) e la sussidiarietà come prassi alla quale informare tutta l’azione amministrativa. E già in campagna elettorale -mutuando la straordinaria esperienza di LABSUS- presentò pubblicamente l’apposito Regolamento, ricevendo il plauso e la convinta adesione di un entusiasta candidato Pacifico. Peccato che quel candidato una volta diventato sindaco abbia preferito ascoltare altre campane (stonate). Attraverso centinaia e centinaia di comunicati stampa abbiamo cercato in questi anni di metterlo in guardia, di non fargli fare quei pasticci che rischiano ora di travolgerlo, a partire dal bilancio in dissesto e dalla sciagurata scelta degli ultimi gestori del servizio rifiuti.   Ma- purtroppo per lui- siamo stati totalmente ignorati. Ormai siamo quasi al capolinea. Il fallimento di Pacifico & Co. è compiuto. Un grande fallimento a scapito della città, ma che potrebbe comportare anche spiacevoli conseguenze per il sindaco e per la sua amministrazione”.