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Napoli – Prosegue con sempre più entusiasmo il ciclo di incontri-lezioni del Laboratorio di Produzioni Audiovisive Teatrali e Cinematografiche Unior dell’Università Orientale, voluto e diretto dal docente e filmaker Francesco Giordano, che seppur in modalità e-learning riesce a trasmettere e realizzare un’esperienza fortemente laboratoriale e interattiva in ogni incontro

“Il cinema è un’arte che per esistere ha bisogno dell’industria”, così si esprimeva il drammaturgo Jean Cocteau a proposito di un concetto molto attuale, non slegando l’arte dal meccanismo produttivo ed economico che muove così come è necessario capire che l’arte non si improvvisa, ma dietro c’è un grande studio e lavoro di squadra. Ogni ambito artistico ha poi le sue proprie caratteristiche. C’è  differenza fra l’attore cinematografico, televisivo e teatrale e ancora tra attore comico e non. Così come risalta la differenza tra la scrittura di una sceneggiatura o di un testo televisivo e la scrittura di un testo narrativo, un racconto o un romanzo. Questa discussione ha fatto da “assist” all’introduzione dell’ospite Maria Bolignano, attrice caratterista del programma televisivo “made in Sud”,di diverse fiction prestigiose, dei film “Benvenuti al Nord”, “Si accettano miracoli” e di molti altri, di spettacoli teatrali tra cui “Fatti Unici”, “Miseria e Nobiltà”, nonchè autrice dello spettacolo “Caburlesc”, oltre che sceneggiatrice e regista della serie televisiva “Corsie d’emergenza” e della webserie “La famiglia Quozzo”. Vincitrice del Premio Massimo Troisi “come migliore attrice comica” Coach di recitazione e ideatrice di workshop e seminari sul lavoro dell’attore comico televisivo, teatrale e cinematografico.

Performer sulla piattaforma “Spartafelixland”, nonché scrittrice e autrice del libro “Profumo comico di donna” – edizioni Mea, con prefazione di Maurizio Casagrande, presentato da Rita Sparano, della casa editrice che ha introdotto l’opera e moderato l’incontro. La travolgente comicità ironica e innata simpatia di Maria ha travolto i giovani dell’Orientale, a dimostrazione di come anche attraverso uno schermo si possa riuscire a trasmettere contenuti in maniera empatica. Un’attrice Maria Bolignano che ha sdoganato la comicità al femminile, senza mai rinunciare alla sua femminilità, come racconta il suo libro e la copertina patinata che “tutti sognano” dice Maria, che, insieme al progetto fotografico parte del libro, fa emergere un’immagine diversa della comica, più sensuale. Ma la grandezza della Bolignano è l’aver saputo fondere e confondere diversi mondi e decidere di volta in volta quale aspetto far prevalere sull’altro perché in fondo tutto è comunicazione e come affermava lo studioso Watzlawick  “non si può non comunicare”. 

“Galeotto” per Maria è stato il lockdown nell’incontro o meglio nel ritrovarsi con la scrittura. “L’attesa è il momento da cogliere per trovare ispirazione, come momento creativo, non come vuoto” suggerisce l’attrice tra un pensiero riflessivo, una battuta, una provocazione e una gag comica immancabile che fanno di lei un’artista a tutto tondo, versatile, trasformista, istrionica e mai banale. Nella sua ultima raccolta di racconti, Maria attingendo dalla vita vissuta esprime a chiare lettere questo suo modo di leggere il quotidiano nella piena e nuova consapevolezza di donna e scrittrice. Da qui la sottile provocazione: “e se il lettore ideale fosse proprio l’uomo? Che si avvicina così all’universo femminile sotto un’altra luce forse più autentica e meno patinata. In “Profumo comico di donna”  Maria tira fuori dal cassetto racconti  che da tempo vi erano rinchiusi, e che vanno ad aggiungersi ad altri concepiti e scritti durante il lockdown. Tra questi, il testo da stand-up comedy scritto a quattro mani insieme all’amica e collega Fabiana Fazio. Il libro possiede nei suoi testi  quella che la docente e sceneggiatrice Giuliana Del Pozzo descrive come “scrittura mimica” e dal testo scritto all’idea di un cortometraggio o di una performance teatrale il passo è breve. L’attrice confessa di avere già in cantiere qualche idea per la trasposizione in scena o in video di qualche racconto. A introdurre nel mondo della Bolignano è la brillante prefazione dell’attore Maurizio Casagrande molto amato dal pubblico partenopeo, che fa emergere un aspetto molto importante e spesso sottovalutato “quanto la leggerezza non sia superficialità, e anzi Calvino la descriveva come “la capacità di planare sulle cose dall’alto”. La Bolegna’, come si fa chiamare sui suoi canali social, si racconta dunque e si reinventa, rompendo lo stereotipo della donna “rosa” tutta tacchi a spillo e rossetto. Come sempre sopra le righe, Maria Bolignano dà sfoggio della vera femminilità quella che si mostra, fiera, vulcanica e vanitosa, senza mai rinunciare all’arguzia e alla battuta. Eppure un velo di nostalgia attraversa lo sguardo di Maria quando si parla dei teatri e della crisi che stanno attraversando i luoghi dell’arte costretti alla chiusura dalla pandemia e al momento senza prospettive certe. “L’attività in teatro non si improvvisa, la programmazione è necessaria” dice Maria, a cui manca tantissimo quel “tempio” per gli attori, quello che lei definisce “la forma d’arte più umana in assoluto”. La sinergia che si crea tra attore e spettatore è un momento di grande magia che solo il teatro regala, racconta emozionata l’attrice, che spera di tornare presto in scena. Lei che ha sempre mantenuto un contatto attivo e costante sul web e tramite i social con il pubblico che la ama,ma riferendosi all’ultima esperienza su piattaforma “Spartafelixland” con Lello Arena commenta: ” non si tratta di teatro in rete ma di uno spettacolo d’improvvisazione a cui prendono parte anche i partecipanti, in uno scambio comunicativo davvero originale”. Insomma instancabile e mai ferma Maria Bolignano è un caleidoscopio di idee ed emozioni, che trasmette facendo sorridere e insieme riflettere. Perché forse attraverso il riso si possono veicolare meglio contenuti anche molti seri.