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Sant’Anastasia, test formativi della protezione civile sul Sele

Sant’Anastasia – Formazione sul fiume per 120 operatori di protezione civile, di cui 18 del Nucleo Comunale di Sant’Anastasia: teoria e operazioni di soccorso.

I test delle esercitazioni, nell’ambito del percorso formativo iniziato un anno fa dai gruppi comunali di protezione civile di Eboli, Cercola, Sant’Anastasia, Massa di Somma, Pomigliano D’Arco, Somma Vesuviana, Battipaglia, Bellizzi, Contursi terme, Campagna, Olevano sul Tusciano e Laviano, per due giorni hanno avuto luogo nell’area antistante il Palasele di Bacoli e presso il fiume Sele.

La colonna mobile con 14 mezzi è arrivata all’alba nell’area antistante il Palasele ed i volontari della P.C. hanno rapidamente allestito con strutture modulari il campo base, la sala radio, l’area comunicazione, la segreteria amministrativa, il magazzino e le cucine, la tenda dell’aula didattica per il corso teorico, cui sono seguiti dalle ore 14:00 alle 17:30 i test pratici presso il fiume Sele, scelto perché rispondeva in maniera realistica alla simulazione di un ambiente alluvionale e del connesso rischio idrogeologico.

Le esercitazioni sono state un banco di prova per un lavoro a squadre di intervento, che erano miste  e formate da volontari appartenenti a gruppi diversi, con attività di movimento in sicurezza in acqua ed addestramento in caso di esondazioni.

Attrezzate con idrovore e motopompa le squadre hanno simulato interventi per ripristinare lo stato dei luoghi ormai allagati, con le squadre munite di motosega addette ai tronchi trasportati dall’acqua ed  agli alberi abbattuti dal vento o dalle forti precipitazioni, mentre altre squadre in acqua sono state addette al trasporto di persone (anziani, bambini, disabili) evacuate dalla loro abitazione completamente allagata dopo un’onda di piena, il tutto in costante comunicazione radio con la postazione di coordinamento e comando.

Nel pieno svolgersi delle attività alcuni amministratori di Eboli e Battipaglia, l’assessore Fernando De Simone di Sant’Anastasia e la dott.ssa Claudia Campobasso, responsabile della protezione civile regionale, hanno fatto visita al campo costatando l’efficacia e l’efficienza delle attività.

 

“Per organizzazione dei soccorsi, si intende il sistema complesso di gestione dell’intervento che inizia con la ricezione della richiesta di aiuto e termina con la risoluzione del problema. In questa sequenza temporale degli eventi riveste enorme importanza la gestione di un’accurata  analisi del rischio ed un coordinamento efficiente di risorse di uomini e mezzi capaci di intervenire in maniera efficiente e sicura. Appare ovvio che una parte preponderante per il dispiegamento di un’adeguata organizzazione dei soccorsi, nei casi di alluvione che abbiamo simulato, non può prescindere da una corretta conoscenza dei pericoli dell’ambiente in cui si opera.  Occorre precisare che  nella variabilità della tipologia dello scenario alluvionale, sia in  ambiente urbano o extra-urbano, la dinamicità, il livello, la velocità e la temperatura dell’acqua presente, nonché le condizioni climatiche  comportano spesso una valutazione del rischio estremamente soggettiva e legata al momento storico in cui viene fatta. L’errore possibile – spiega il formatore Ciro Gifuni, responsabile delle attività di addestramento ed operative – per un soccorritore in un ambito urbano ed in tali scenari può essere quello di essere indotto a dare per scontato di muoversi in un ambiente conosciuto. Di qui l’esigenza di formazione sul campo, con approfondimento della parte teorica a cui fanno seguito le esercitazioni.

Rispetto ad ambienti operativi “usuali” per la quotidianità degli interventi, gli ambienti alluvionali sono completamente dinamici e pertanto l’adozione  di adeguati D.P.I. (dispositivi individuali di protezione) risulta fondamentale, con l’obiettivo ed il raggiungimento del più alto livello di sicurezza conseguibile per il soccorritore. Questa esperienza formativa ed operativa, oltre a mettere in evidenza gli elementi  sopra esposti, ha voluto focalizzare l’attenzione proprio su un aspetto molto importante come quello della sicurezza dell’operatore, che rappresenta la costante di tutto il processo educativo e formativo attuato, con una reale applicazione  nei diversi  scenari previsti nelle esercitazioni. I risultati dei test eseguiti sul campo hanno dimostrato senza alcun dubbio l’incremento delle competenze di ciascun operatore, sia quelle legate alla sicurezza del singolo, sia quelle procedurali di intervento in precisi scenari incidentali come quelli alluvionali, che  purtroppo risultano essere sempre più frequenti negli ultimi anni”.

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