Caserta – Ci sono alcuni artisti che decidono non solo di rappresentare il loro territorio natale, ma anche di raccontarlo, cantarlo o scrivere un album intero su di esso. Tra questi c’è Marco Castello, siracusano trentaduenne, che ha deciso di rendere questa sua origine una parte fondamentale della sua discografia. Maccuccio (altro nome con il quale è conosciuto) è un cantautore, e nella sua musica unisce tutta la sua conoscenza da polistrumentista e jazzista con la musica popolare mediterranea (specialmente sicula), facendo traspirare anche forti ispirazioni di grandi maestri come Lucio Battisti, Lucio Dalla e tanti altri.
Castello, nel suo ultimo album “Quaglia Sovversiva”, decide di raccontare di una tale isola inventata, devastata e depredata da continui abusi. L’isola è difesa da un gruppo di ribelli che cercano di distruggere i ledwall e le luci fredde che hanno tolto “buio ed eleganza” (dalla canzone “All’acqua Ghiacciata”) ai borghi, e successivamente di abbattere, con la missione “Cacca a Sigonella”, la base militare da cui nascerà poi “La più bella foresta dell’umanità” (dalla canzone “Editto del Sottoscoglio”). L’isola alla fine dell’album, stanca “del teatro della stupidità umana”, decide di innalzarsi in volo e diventare un’isola volante (dalla canzone “Scoglio Volante”).
Tutta questa storia, oltre a ricordare le vicende di un’isola italiana piuttosto grande e famosa, il cantautore l’ha raccontata durante il suo ultimo live ai giardini Maria Carolina a Caserta, davanti a migliaia accorsi da tutta la Campania per sentirlo. La sceneggiatura del live si è presentata uguale a quella dell’anno scorso, sulla spiaggia di Gaeta, con uno spettacolo di luci semplici, dove a fare il vero spettacolo è stato lui, la sua band, i loro strumenti e la loro musica arrangiata in modo unico e molto ritmata.
Alla fine del concerto ho avuto la fortuna di potergli fare una domanda. Con molta ironia gli ho chiesto “Che Mozzarella hai mangiato in questi giorni a Caserta?”. Mi ha risposto dicendo di aver mangiato quella di Caserta e quella di Battipaglia. In quel momento non ho esitato ad invitarlo a mangiare la mozzarella di Aversa e ad immaginare un possibile live all’interno della città Normanna.
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