Lusciano – La scorsa notte, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di due indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in omicidio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, con l’aggravante delle finalità mafiose.
Grazie alle recenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia si è riusciti a raccogliere ulteriori e nuovi elementi in relazione a due efferati episodi omicidiari risalenti all’anno 2000. Le attività investigative hanno permesso di individuare in C.N., cl. ’78, detenuto per altro, e in V. C. G. cl. ’77, gli esecutori materiali degli omicidi di Bamundo Antonio e Di Chiara Gennaro.
In particolare, V. C. G., che dal 15 settembre 2016 si era reso irreperibile violando gli obblighi derivanti dall’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, risulta aver fatto parte del gruppo di fuoco utilizzato per la commissione degli entrambi omicidi.
Il GIP ha concordato con la ricostruzione investigativa secondo la quale i due omicidi furono decisi l’uno da Zagaria Michele e l’altro da Iovine Antonio, all’epoca dei fatti a capo del clan dei casalesi, ed affidati a L. B. cl. ’69, il quale ne ebbe a curare le successive fasi organizzative ed esecutive.
E’ stato infatti accertato che L. B., unitamente a:
-C. V. e V.C.G., su disposizione di Iovine Antonio, eseguì l’omicidio di Di Chiara Gennaro a Frignano, il 20/02/2000, nei pressi di un bar lungo una via di Libertà; la vittima appartenente ad altra fazione del clan dei casalesi, fu punita per aver rivolto esplicite minacce di morte a L. B. a seguito di un litigio determinato da ragione di controllo e di gestione delle attività estorsive nel comune di Frignano;
– V. C. G., a disposizione del M. E. e Zagaria Michele (questi ultimi due già destinatari della ordinanza cautelare per il medesimo fatto nel giugno dello scorso anno), si rese responsabile nel maggio dello stesso anno, dell’omicidio di Bamundo Antonio, eseguito presso un distributore di carburante in San Marcellino; la vittima, appartenente alla frazione del clan dei casalesi capeggiata da Zagaria Vincenzo, fu punita perché ritenuta responsabile di avere fornito a personale delle FF. PP. indicazioni utili alla cattura di Zagaria Michele all’epoca latitante.
Particolarmente impegnativa è stata l’attività svolta dai militari dell’Arma finalizzata al rintraccio del catturando V. C. G., che a seguito di minuziose attività d’indagine, è stato rintracciato e tratto in arresto all’interno di un’abitazione del comune di Lusciano.
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